GROSSETO. Situazione drammatica per la soprintendenza ai beni culturali di Siena e di Grosseto. L'emergenza è dovuta alla mancata assegnazione della cassa del 2006 dal dipartimento dei beni culturali, che non permetterà all'istituto toscano di pagare i lavori effettuati nell'ultimo anno. Ma quella toscana non è la sola ad essere stata colpita da questa notizia: sono infatti 18, in tutto, le soprintendenze in Italia che a questo punto rischiano la chiusura. La mancata erogazione dei quasi 58 milioni di euro che il capo dipartimento per i beni culturali Francesco Sicilia avrebbe dovuto assegnare nel 2006, rappresentano per le soprintendenze coinvolte una quasi certa chiusura. Senza questo denaro, infatti, difficilmente potranno pagare le società erogatoci di servizi e le fatture delle imprese, che anzi hanno deciso di denunciare i dirigenti locali, chiamati a rispondere penalmente davanti ai tribunali per i mancati pagamenti. Una situazione paradossale, che però rischia di ripercuotersi pesantemente sulla qualità e l'efficienza della tutela dei patrimoni artistici e storici di cui le province italiane sono provviste. Urgono quindi regole e trasparenza, che il ministro Rutelli deve prendere in prima persona. In questa direzione anche le parole del segretario generale della Uil Gianfranco Cerasoli: «è opportuno che il ministro intervenga urgentemente a tutela delle soprintendenze, dei dirigenti e del personale che vi lavora, il quale non può essere chiamato a rispondere dell'inefficienza del dipartimento, che non assegna la cassa».