Arenata tra gli uffici pubblici la richiesta di rendere accessibili i locali della struttura Si è arenata tra gli uffici pubblici la pratica che dovrebbe rendere accessibili al pubblico i locali dove è stato musealizzato l'anfiteatro romano, rinvenuto nell'area dell'ex caserma Montevecchio, dove al posto dei graziosi giardini, caratterizzati dalle rovine del chiostro del seicentesco monastero di Santa Teresa, ora sorge un palazzone. Da notare che quest'ultimo ha goduto di un ampliamento volumetrico, quale indennizzo dei ritardi osservati dal compimento dei lavori, a causa degli scavi archeologici che sono stati compiuti. Ne consegue che solo pochi fanesi, e solo di straforo, hanno visitato di persona questa significativa testimonianza della Fano Romana. Abbiamo chiesto ragione di questo ritardo all'assessore alla cultura Davide Rossi che si sta impegnando nel valorizzare le aree archeologiche della città, da quella del teatro romano, a quella di via dell'Abbazia, a quella più recente delle fornaci tra Tombaccia e Caminate. La pratica ha - reso noto Rossi - sembra che si sia incagliata nell'ufficio Patrimonio, che deve perfezionare il passaggio di proprietà tra la ditta costruttrice del palazzo e il Comune, secondo gli accordi che a suo tempo furono presi per consentire la fruibilità pubblica del monumento. L'ultima volta che mi sono informato sullo stato di avanzamento della pratica, risultava che l'Ufficio patrimonio attendeva un parere dell'Ufficio lavori Pubblici; c'era comunque da definire chi si sarebbe fatto carico della manutenzione del sito, una volta che questo fosse aperto ai visitatori. Concordo comunque - ha concluso Rossi - che il ritardo sta superando ogni limite; ma tutto quello che doveva fare il mio assessorato l'ha fatto, assumendosi anche l'impegno per la gestione dell'area archeologica. Se le cose rimangono come attualmente sono, anche per la corrente stagione turistica, questo bene culturale rimarrà al di fuori di ogni itinerario turistico della città, nonostante che la Soprintendenza abbia fatto il possibile per rendere suggestivo un ambiente di per sè squallido, come può esserlo un garage. Ha dotato l'ambiente di un opportuno apparato didascalico che permetterebbe al visitatore di rendersi conto dello stato originario della costruzione. Costruzione che ora è conservata per metà dell'arena; l'altra si trova sotto Corso Matteotti e le case che sorgono sull'altro lato della via. Conserva parte del muro esterno con una soglia di entrata ed alcuni elementi radiali. Alcuni vasi lasciati in situ evidenziano il sistema di drenaggio usato dai Romani.