Potrebbe tornare a Morgantina, dopo anni di aspre poleiniche e reiterate richieste al Getty Museum di Los Angeles, la statua di Afrodite risalente all'età greca. Rinvenuta nel corso degli scavi, la statua scomparve per un certo periodo per poi ricomparire in America in una delle più famose collezioni private degli Stati Uniti. Ma tra i pezzi rivendicati dall'italia al Getty Museum, che sono oltre 50, perché esportati e acquistati illegalmente, ci sono anche altre opere prelevate dalla Sicilia: gli argenti di Aidone, che saranno forse i primi a tornare in patria visto che raccordo tra Michael Brand, neodirettore del museo americano, e il ministro ai Beni culturali, Francesco Rutelli, sembra essere andato a buon fine. «Per Afrodite ha detto Ludovico Gippetto, presidente di Extroart, l'associazione impegnata in campagne pubblicitarie per il recupero dei tesori siciliani trafugati i tempi saranno sicuramente più lunghi. La rogatoria è controversa perchè la richiesta fu fatta diversi anni fa all'ex direttore del Getty e non al museo stesso». Da anni, infatti, il governo italiano è impegnato nel recupero di opere trafugate e unite per vie traverse e poco chiare in importanti musei internazionali. Una faccenda in cui un'ex dirigente del Getty è particolarmente implicata. Alla procura di Roma infatti da novembre è in corso il processo alla ex responsabile del settore delle antichità dell'istituto californiano Marion True, dimessasi a ottobre. rinviata a giudizio assieme al mercante d'arte svizzero Robert Hecht con le accuse di traffico illecito di reperti archeologici, ricettazione, associazione a delinquere, per essere dentro un «cartello» internazionale per le compere, l'aver edificato un sistema internazionale di scatole cinesi con intermediari e documenti per confondere le acque e far apparire legali gli acquisti delle opere d'arte, l'aver dato un grande stimolo all'attività dei tombaroli. «Il mercato illecito di opere d'arte ha detto Gippetto è secondo per valore solo al traffico di droga. I tombaroli vendono i pezzi in Svizzera dove privati li mettono all'asta per poi riacquistarli. Solo dopo una quindicina di passaggi di questo tipo vengono poi venduti a collezionisti privati o a musei, quando ormai è molto difficile riuscire a risalire all'origine». Nonostante tutto tra le sale del Getty svetta la statua greca alta 205 centimetri in marmo e pietra calcarea, datata 425-400 a.C., che raffigura Afrodite e viene anche chiamata la «Venere Morgantina» perché sicuramente proviene da San Francesco Baronti in Sicilia. Furono i tombaroli a trovarla nel 1979 e la spezzarono per trasportarla meglio. L'opera arrivò poi a un mercante con sede a Ginevra, Orazio Di Simone, poi a un antiquario inglese chiamato Symes. Le investigazioni però cominciano solo nell'88 quando la soprintendente di Agrigento, Graziella Fiorentini, apprese che il Getty stava per comprare la statua e in un telegramma avvisò il ministero della «probabile provenienza scavi clandestini territorio Morgantina». Nonostante l'analisi sull'origine della pietra dei carabinieriper la tutela del patrimonio artistico dimostrò che l'opera apparteneva a Morgantina, il Getty acquistò l'opera. «Adesso, forse anche grazie alla nostra campagna continua Gippetto il direttore del Getty si sente un po' in colpa. Soprattutto dopo che il curatore del Guggenheim di Venezia, Fred Licht gli ha regalato uno dei nostri cofanetti dove sono contenute le cartoline con tutte le opere trafugate alla Sicilia tra cui appunto l'Afrodite e gli argenti di Morgantina». Assieme agli argenti dovrebbero essere restituiti anche altri pezzi minori di vasellame e monete, risalenti sempre all'età greca.
La Venere potrebbe tornare a Morgantina
Il Getty Museum di Los Angeles potrebbe restituire la statua di Afrodite, un'opera greca risalente all'età del bronzo, che fu trafugata dalla Sicilia negli anni '70. La statua fu trovata dai tombaroli nel 1979 e fu poi venduta a un mercante svizzero, che la vendette a un antiquario inglese. L'opera fu acquistata dal Getty Museum nel 1988, ma le indagini hanno dimostrato che fu trafugata. L'associazione Extroart ha lanciato una campagna per il recupero dei tesori siciliani trafugati e ha chiesto al Getty di restituire la statua.
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