IL CASO L'assessore regionale al Turismo, Ostillio, chiede alla Marina di conservare l'equipaggio a bordo per mantenere la nave in efficienza Dietrofront del soprintendente Ressa. «Segnali negativi dal ministero della Difesa» «Abbiamo ricevuto input negativi dal ministero della Difesa di cui dobbiamo tenere conto». Il soprintendente reggente a Taranto, Brindisi e Lecce per i beni architettonici e il patrimonio artistico, Augusto Ressa taglia corto. Ma le poche parole rilasciate nel corso di un'intervista al telefono, servono a comprendere quali siano - e d'ora in poi, si presume, saranno - gli orientamenti dalla Soprintendenza nei confronti del progetto di trasformazione dell'incrociatore Vittorio Veneto. D'ora in poi, si diceva, dal momento che, non più tardi di febbraio, la stessa Soprintendenza era stata pronta e disponibile ad inviare una relazione tecnica dal parere decisamente favorevole alla realizzazione del museo navale sul tavolo dell'allora ministro Buttiglione. Cosa è cambiato in questi ultimi mesi? «Noi siamo pronti a preparare le carte in qualunque momento - ha aggiunto molto laconicamente il soprintendente Ressa -, ma ci sono questioni che non riguardano il nostro ministero». Un giallo. Chi non vuole che il Vittorio Veneto diventi il primo museo galleggiante d'Italia e, soprattutto, che la nave resti ormeggiata a Taranto? Non certo la Marina Militare che, a fine ottobre scorso, attraverso una lettera inviata all'associazione «Vittorio Veneto nave museo» dal capo di Stato maggiore Paolo La Rosa, ha espresso invece apprezzamento e plauso all'opera svolta in favore della conservazione dell'unità navale. L'ammiraglio La Rosa (fa testo la stessa lettera, pubblicata integralmente sul sito dell'associazione), in quella occasione scriveva di aver incaricato lo Stato Maggiore della Difesa di individuare eventuali iniziative utili a favorire la realizzazione del progetto. Del resto, in merito alla relazione tecnica sfavorevole preparata dalla Soprintendenza, scorrendo gli articoli del Codice dei Beni Culturali e del Paesaggio, si scopre che la nave non deve necessariamente avere 50 anni per essere dichiarata «bene culturale». L'articolo 10, comma «I», infatti, dice che una nave può essere dichiarata bene culturale, a prescindere dall'età, purché ne sia dimostrata importanza storica, o etno-antropologica. Nei giorni scorsi, intanto, l'assessore regionale al Turismo Massimo Ostillio aveva lanciato l'ennesimo appello a «preservare l'integrità della nave». In attesa di conoscere i nuovi sviluppi sul destino dell'incrociatore Vittorio Veneto, anche attraverso il formale riconoscimento di «bene culturale», è ora questa, secondo lo stesso Ostillio, la principale preoccupazione di quanti, a Taranto, stanno attivamente operando affinché lo storico incrociatore della Marina militare venga trasformato in contenitore culturale e museale. «Dopo la cerimonia dell'ultimo ammaina bandiera, prevista a fine mese, la storica nave dovrebbe essere ormeggiata fino a dicembre alla banchina Carrieri, in Arsenale, e non più alla darsena della nuova stazione navale, in Mar Grande. Tale decisione - commenta lo stesso assessore regionale al Turismo Ostillio - è un buon segnale e costituisce un ulteriore stimolo a procedere più speditamente nello studio di fattibilità del progetto di riconversione. Ma non possiamo dimenticare che il tempo espone la nave a rischi di degrado». Per scongiurare il pericolo, l'assessore ha espresso l'auspicio che - seppure temporaneamente - l'alto comando del Dipartimento della Marina militare non lasci incustodita la nave, garantendo un presidio ridotto per almeno parte della giornata. «Disporre di 8,10 persone di equipaggio consentirebbe - conclude Ostillio - di mantenere in efficienza la struttura portante dell'incrociatore e, al contempo, salvaguardare quella interna da eventuali presenze di parassiti o animali, così come da azioni di depauperamento dei cimeli e degli allestimenti». Intanto la Marina prepara con cura l'ultima cerimonia a bordo dell'unità. Il 29 giugno, da Roma, arriverà anche l'ammiraglio La Rosa per l'ultimo saluto alla bandiera di una nave che ha segnato la storia degli ultimi 40 anni della Marina e della città.
Vittorio Veneto bene culturale. Anzi no
L'assessore regionale al Turismo, Ostillio, chiede alla Marina di mantenere l'equipaggio a bordo del Vittorio Veneto per garantire la sua efficienza. Il soprintendente Ressa ha tagliato corto, ma le sue poche parole rilasciate servono a comprendere le sue posizioni sul progetto di trasformazione dell'incrociatore in museo navale. La Soprintendenza aveva già pronta una relazione tecnica favorevole al progetto, ma ora sembra che ci siano cambiamenti. La Marina ha espresso apprezzamento per l'opera svolta in favore della conservazione dell'unità navale.
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