All'assemblea di Federculture gli operatori chiedono un "patto per la cultura" Rutelli: «Più risorse per tutto, a partire dallo spettacolo» CULTURA e turismo si sposano con l'economia. Nozze d'interesse, per trovare più risorse e gestirle meglio. Basta un dato: nel 2003 l'Italia era al quarto posto per ricchezza "turistica", poi è scesa al quinto, mentre è cresciuto di oltre il 3 per cento il turismo culturale. «Faremo una commissione ministeriale permanente, in comune tra il ministero dell'Economia e quello dei Beni culturali e del Turismo, in collaborazione con personalità esterne. Ne ho parlato lunedì con Padoa Schioppa e nei prossimi giorni ne definiremo composizione e missione. L'obiettivo è mettere a punto regole e incentivi per la collaborazione con i privati e la commissione dovrà dare i suoi risultati entro l'estate, perché non ci interessa uno studio generale, ma proposte concrete per cambiare rotta». Queste le parole del vice presidente del Consiglio, Francesco Rutelli, all'Assemblea generale Federculture (Federazione nazionale che raggruppa regioni, enti locali, aziende di servizio pubblico e privati che gestiscono cultura, turismo, sport e tempo libero). Tema del dibattito: "Cultura e turismo, per un nuovo programma di sviluppo", con Maurizio Barracco presidente di Federculture, Raffaele Ranucci vicepresidente e Roberto Grossi segretario generale (introdotti da Giorgio Van Straten, presidente dell'Azienda speciale Palaexpo). Il ministro ascolta il fuoco di fila di proposte degli operatori (cabina di regia guidata dal ministero per un nuovo modello di tutela e sviluppo del patrimonio culturale; razionalizzazione della spesa; tagli alla burocrazia; per il turismo, compartecipazione dei Comuni al gettito dell'Iva prodotta dall'indotto turistico; patto per la cultura tra istituzioni, imprese, mondo sindacale e del lavoro), e rassicura: «Punteremo ad avere più risorse, in modo graduale, certo, ma bisogna invertire la tendenza». Bisogna cercare più risorse per tutto, a partire dallo spettacolo, puntualizza Rutelli «ma intanto bisogna lavorare con quello che c'è, questo è il metodo». E racconta un fatterello: «Quando sono arrivato al ministero mi sono accorto che avevano cambiato la dicitura da "ministero per i Beni culturali" in "ministero dei Beni culturali. Ho chiesto che si facesse marcia indietro, pensavo a tutti i soldi e al tempo che avremmo dovuto spendere per cambiare la carta intestata, ho lasciato stare». Anche l'elenco delle sue cariche risulta lungo, tanto che ascoltando gli interventi dei vertici di Federculture a un certo punto sbotta: «Basta con questo vicepresidente del consiglio con delega al turismo e ministro dei beni culturali. Dite Rutelli anzi, Francesco». E alle richieste degli operatori risponde che «bisogna puntare sugli eventi, sulle grandi mostre, sui festival e bisogna anche rafforzare i musei, le biblioteche, gli archivi. Dobbiamo anche impegnarci per rafforzare la percezione della cultura scientifica in Italia, perché la cultura scientifica è un pilastro, non facciamolo ricordare solo da Dan Brown». Le note dolenti vengono dal mondo dello spettacolo. «Dobbiamo ripristinare i soldi che sono stati tagliati piuttosto vergognosamente per la musica, per lo spettacolo dal vivo, il cinema, la lirica, la danza -afferma Rutelli - Lo faremo gradualmente ma dovremo farlo perché il settore altrimenti va in ginocchio. Il 6 di luglio incontremo l'Agis e le associazioni dello spettacolo e della musica proprio per concordare insieme con loro la strada da seguire». Federculture dal canto suo propone di portare all'uno per cento la quota del bilancio statale per la cultura (dopo l'abbattimento del 25 per cento dei fondi ordinari del ministero). Pure il ministro Rutelli ha una richiesta, facile facile, né costosa, rivolta agli enti locali. Che cosa si aspetta a mettere un po' d'ordine nella babilonia della segnaletica, che disorienta i turisti? E in materia di turismo porta un esempio: Roma. «Il turismo - ha detto Rutelli -cresce nel mondo, sta fermo in Italia, ma cresce moltissimo a Roma. Questo perché da dieci anni e più si sta facendo una politica forte in favore del turismo, che crea lavoro e crea nuove imprese e ricchezza. Dunque bisogna adottare l'esperienza romana, perché attravèrso investimenti pubblici mirati ci sia una crescita della capacità di accrescere la ricchezza attraverso le iniziative turistiche. L'esempio di Roma può funzionare per l'intero paese».
Alla ricerca dei fondi perduti
L'Assemblea generale di Federculture ha discusso il tema "Cultura e turismo, per un nuovo programma di sviluppo". Il ministro Francesco Rutelli ha promesso di lavorare per aumentare le risorse per la cultura e il turismo, e ha proposto di creare una commissione ministeriale permanente per gestire meglio le risorse. Rutelli ha anche promesso di ripristinare i soldi tagliati per lo spettacolo e la musica, e di lavorare per rafforzare la percezione della cultura scientifica in Italia. Federculture ha proposto di aumentare la quota del bilancio statale per la cultura a uno per cento.
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