Dopo che i lavoratori hanno bocciato l'accordo sul nuovo contratto tornano le nubi sulla Fondazione IL MASSIMO ripiomba nel caos e il sovrintendente avverte: «A rischio è il futuro del Teatro». I lavoratori martedì hanno bocciato con un referendum il nuovo contratto di lavoro che doveva drena-re risorse per un milione di euro e coprire in parte l'ammanco di 4,5 milioni di euro sul bilancio 2006 dovuti ai tagli del Fus, il Fondo unico nazionale per lo spettacolo. «Dopo la bocciatura dell'accordo con i sindacati si è fatto un passo indietro di quattro mesi e il futuro del Teatro è a rischio dice da Roma il sovrintendente Antonio Cognata prendo atto della situazione finanziaria e non posso dare risposte certe né sul rinnovo dei contratti dei precari né sulla programmazione della prossima stagione concertistica». Oggi scadono i contratti dei 26 precari, tra coro, tecnici e amministrativi, che nell'accordo bocciato venivano prolungati fino a dicembre. Precari che nei mesi scorsi per protesta si erano incatenati davanti al Massimo. Il sovrintendente pone gli stessi problemi annunciati a gennaio quando il governo Berlusconi nella finanziaria aveva calato la scure sui fondi allo spettacolo, un taglio che soltanto per il Teatro Massimo è consistito in 4,5 milioni. Soldi in meno che si sono aggiunti al buco di bilancio di 25 milioni di euro, adesso coperto con un mutuo con una rata annua di 600 mila euro. Per questi motivi Cognata all'inizio di quest'anno aveva annunciato tagli alla programmazione e agli integrativi dei 470 lavoratori. Dopo quattro mesi di trattativa, con una stagione invernale caratterizzata dalle manifestazioni degli orchestrali in piazza e che ha portato alla cancellazione della "Norma", sovrintendente e sindacati avevano trovato un accordo che prevedeva l'azzeramento degli straordinari, una diminuzione dei concerti promozionali, in parte mitigati dall'aumento medio del 15 per cento sugli stipendi base. L'ipotesi di accordo prevedeva anche l'allungamento dei 26 contratti dei precari fino a dicembre e l'equiparazione in cinque anni degli stipendi degli orchestrali assunti dopo il 2003 quando c'era già stato un calo dei compensi previsti nel contratto integrativo. Bocciato questo accordo Cognata adesso pone i suoi paletti: «Di sicuro non possiamo sederci a un tavolo per altri quattro mesi e lavoratori e sindacati si devono togliere dalla testa che arrivi qualche intervento da parte delle istituzioni che salvi le casse disastrate della Fondazione», dice Cognata che annuncia anche la chiusura del bilancio 2005 in pareggio [«Un grande successo che dovrebbe far riflettere i lavoratori»). Per il 2006 il Teatro Massimo può contare su un budget di 36,5 milioni di euro, 13,5 arrivano dalla Regione, 5 dal Comune, 16,5 dal Fus e 1,5 dovrebbero arrivare dagli incassi. In base all'accordo bocciato il Comune metteva a disposizione altri 600 mila euro per lo scivolo alla pensione di 39 dipendenti che avrebbe dovuto portare ad una diminuzione dei costi per il personale: «I lavoratori mi chiedono di trovare altre risorse continua Cognata Ma nessuno può fare miracoli e adesso ognuno si deve assumere le proprie responsabilità: a rischio è la produzione per la prossima stagione a partire dagli appuntamenti di novembre e dicembre per i quali, in base alle risorse che dovevamo risparmiare con l'accordo, stavamo dando delle anticipazioni in denaro». Per Cognata bisogna prendere atto di «una crisi economica diffusa nei Teatri italiani»: «Dobbiamo fare i conti con una situazione finanziaria difficile per tutti, per Comune e Regione e anche per i Teatri continua il sovrintendente Il Fus potrebbe rimanere lo stesso anche per il 2007 e non possiamo permetterci le spese che abbiamo affrontato fino ad oggi». Il sovrintendete avverte poi i sindacati: «La trattativa non partirà per un accordo che vada al rialzo rispetto a quello che è stato bocciato, che rappresentava la migliore soluzione in questo momento, tanto è vero che anche i sindacati confederali l'avevano approvata». I sindacati intanto annunciano una nuova stagione di lotta. La Uil domani riunirà il proprio direttivo per stabilire la linea da seguire e chiede la riapertura delle trattative alla presenza del sindaco e del presidente della Regione: «Occorre fare chiarezza sul debito che ha causato questa crisi e serve la disponibilità delle istituzioni a salvare il salvabilespiega Antonio Ferro, coordinatore della Uil PalermoSe ciò non avverrà non escludiamo che al Teatro Massimo si possa riaprire un'altra stagione di lotta dei lavoratori».
"Massimo, il futuro è a rischio" L'allarme del sovrintendente: può saltare la stagione
Il Teatro Massimo di Roma è a rischio dopo che i lavoratori hanno bocciato il nuovo contratto di lavoro. Il sovrintendente Antonio Cognata ha annunciato che il futuro del Teatro è a rischio e che non può dare risposte certe sulla programmazione della prossima stagione concertistica. I lavoratori hanno bocciato l'accordo che prevedeva l'azzeramento degli straordinari, una diminuzione dei concerti promozionali e l'aumento degli stipendi. Il contratto prevedeva anche l'allungamento dei contratti dei precari fino a dicembre. Il sovrintendente ha annunciato la chiusura del bilancio 2005 in pareggio e ha detto che il Teatro Massimo può contare su un budget di 36,5 milioni di euro per il 2006.
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo