Presso l'Ordine degli architetti di Palermo s'è svolto il convegno "Etica e legalità nella professione di architetto". Una giornata di studi per onorare i giudici Giovanni Falcone e Paolo Borsellino. Presenti, oltre al presidente nazionale degli architetti Raffaele Sirica, il procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Agrigento Ignazio De Francisci, rappresentanti della pubblica amministrazione e delle libere professioni, l'associazione Libera e AddioPizzo. Per quello che è stato definito il primo degli "stati generali" sulla legalità del territorio siciliano, argomenti su cui discutere ce ne sarebbero stati tanti. Come ad esempio che fine ha fatto l'ordinanza di demolizione per Pizzo Sella, del Piano di recupero di tutta la cortina di ville abusive sorte a due metri dal mare in agglomerati senza forma come a Triscina, del perché non esiste obiezione di coscienza per un funzionario pubblico di fronte a casi di pratiche corrotte. Sull'etica dei professionisti che consigliano ai propri clienti come superare una commissione edilizia per ottenere il massimo di cubatura da un piccolo fazzoletto di terreno di appena mille metri quadri in verde agricolo. Ancora, come trovare tra le pieghe dei "regolamenti" comunali il modo di trasformare una vecchia tonnara in albergo, oppure, come realizzare loculi cimiteriali al posto di filari di cipressi. O ancora, come ottenere in project financing un parcheggio in un oliveto. O come rientrare in possesso di un bene sequestrato ai mafiosi. Un ventaglio di argomenti che in un territorio come quello siciliano presenta solo l'imbarazzo della scelta. Trattandosi di un convegno dove si commemoravano i due magistrati uccisi dalla mafia, non è stato male mettere da parte per un giorno questi problemi affidandoli alla giustizia ordinaria e porsi una domanda: se il dedalo di leggi, il ginepro di decreti, il codice comportamentale nella deontologia professionale di architetto sono di servizio o di impedimento all'etica professionale. Ci sono norme, come è stato rilevato da alcuni relatori, dove l'incarico intellettuale di progettazione viene equiparato a quelli servizi di pulizia o di manutenzione fogne. Altre, come il "progetto integrato" del nuovo codice sugli appalti, prevede che la prestazione professionale venga messa all'asta alla pari di un semplice materiale da costruzione, secondo la logica dell'offerta più bassa. Altre norme che influiranno appieno su questa professione sono quelle che regoleranno gli ingressi agli albi professionali. Senza contare le varie riforme con grande impatto sulla professione, da quelle urbanistiche ai Codici sull'ambiente, sull'edilizia, sugli appalti, sui Beni culturali, eccetera. Un ginepraio di leggi e regolamenti dove spesso l'affermazione di una legge è la negazione dell'altra e dove etica e legalità molto spesso non camminano assieme. Io stesso ha detto il progettista della nuova Procura di Palermo, l'architetto Iano Monaco, - quando il 5 giugno del 2003 realizzai la Piazza della Memoria, ho dovuto inaugurarla in famiglia ancor prima di avere ottenuto le autorizzazioni dell'ufficio toponomastica prima, della giunta e Storia Patria poi, e infine della prefettura, e ancor prima dei permessi per l'agibilità. Infransi un po' di regole, un po' di principi di legalità ma solo per potere affermare il principio dell'etica.. Ad Agrigento - ha detto il procuratore della Repubblica Ignazio De Francisci - l'etica che cita l'architetto Monaco, dimenticata, fa emergere spettacoli davvero indecorosi. Dalle intercettazioni di varie inchieste ribadisce De Francisci - viene fuori tutto il pessimo che può esserci nell'arco della gestione della cosa pubblica. Comportamenti sicuramente contrari all'etica del tema centrale di oggi dove tutto è in vendita, tutto è possibile. Dove le raccomandazioni sono consolidate non ci si preoccupa più nemmeno di identificare ruoli e responsabilità di architetti e ingegneri in tutti quei progetti che partono opifici e diventano ville con bella vista sul mare.. Il fatto paradossale ha detto il presidente nazionale degli architetti, Raffaele Sirica - è che con le regole che affidano incarichi pubblici succede che un architetto come Renzo Piano, quello che ha realizzato un aeroporto galleggiante in Giappone, non è selezionato tra i primi in Italia perché il suo "portafoglio" non pesa come quello di imprese più solide economicamente. L'unica procedura che garantisce la concorrenza tra progetti, e lo ribadirò al prossimo Congresso nazionale degli architetti che si terrà a Palermo, sono gli incarichi affidati attraverso l'istituto del Concorso di progettazione. Una forma di democrazia urbana dove ogni iscritto dal più anziano al più giovane si confrontano sul piano etico e non solo economico..