"La Gam a Torino Esposizioni. Così cambierà Palazzo a Vela". UN QUARTIER generale per le celebrazioni del 2011 sulla Spina 2, l'area sud della città che diviene polo culturale di eccellenza, con tutta la Gam a Torino Esposizioni entro il 2008 (ma una grande mostra delle acquisizioni di arte contemporanea del museo già il prossimo novembre) e Palazzo a Vela riaffidato a Gae Aulenti per trasformarlo in contenitore di mostre, con le prime inaugurate ancora nel 2008 per il Convegno mondiale degli architetti. Con un unico neo, per quell' area: Palazzo del Lavoro venduto dal demanio a un fondo pensioni e dunque inservibile per la città. Sono queste le principali novità emerse nell'intervista all'assessore Fiorenzo Alfieri, la prima rilasciata dopo la riconferma. Alfieri, allora si riparte: contento di esserci di nuovo? «Non esprimo giudizi su quanto è avvenuto a livello politico negli ultimi tempi: preferisco sorvolare sulla mia rielezione, occupiamoci piuttosto di cultura». Si riparte comunque con meno soldi: prevede nuove strategie, nuove linee di intervento? «Siamo sicuri che ci siamo meno soldi? Lo verificheremo, c'è da dire che i tagli riguarderanno la spesa corrente, mentre noi ci muoviamo piuttosto nella direzione degli investimenti. Quanto a nuove strategie e nuove linee non riesco a ragionare in quella direzione, mi è più facile orientarmi su ciò che ci aspetta nei prossimi cinque anni, in vista del 2011. Lo sa che il mio nome è ora "assessore alla cultura e al 150 dell'Unità d'Italia"? Parliamo di quello allora, descrivendo una nuova geografia urbana». Da dove iniziamo? «Si sta individuando per le celebrazioni del 2011 un'area strategica in cui accogliere i milioni di visitatori che si prevede arrivino in città: dovrebbe essere una zona in trasformazione, con edifici come ex fabbriche, nuove strutture che ancora non svolgono appieno le loro funzioni, o altre che verranno costruite, in cui allestire i padiglioni e le mostre sull'Italia e le sue regioni o su grandi temi come l'energia. Un'idea comunque già l'abbiamo, dobbiamo solo formalizzarla». Sembra riferirsi alla Spina 2. E' così? «Perché no, lì ci dovrebbe essere la nuova Biblioteca civica di Mario Bellini, si potranno utilizzare le Ogr, forse anche le ex carceri Nuove, parte del raddoppio del Politecnico. Potrebbe essere la scelta giusta». Un'altra area strategica è per sua ammissione quella a sud, dove da qualche tempo sono previste grandi manovre. Tutte confermate? «Direi di sì. L'unica "zona grigia" è il Palazzo del Lavoro, ceduto dal demanio a un fondo pensioni. Per il resto, i nostri uffici hanno instaurato un dialogo con Gae Aulenti per Palazzo a Vela: l'architetto costruirà una soletta metallica per dividere in due piani l'edificio e ospitare così due grandi mostre contemporaneamente: le prime, dedicate all'antico Egitto e all'architettura, saranno allestite nel 2008. Poi c'è il Museo dell'Automobile, che verrà chiuso a ottobre e raddoppiato tra due anni, e c'è Torino Esposizioni. Nei tre padiglioni ospiterà tutte le collezioni della Gam, dall"800 a oggi, là ci saranno gli uffici della Fondazione Torino Musei, gli archivi e la biblioteca, ci sono già ristorante e caffetteria ristrutturati nella Rotonda da privati e pronti per l'uso. A fianco verrà inoltre recuperato il Teatro Nuovo, che torna alla Città". Sarà un trasferimento complesso e costoso quello della Gam? «Non così tanto, dal momento che ci troviamo a disposizione una struttura recuperata per le Olimpiadi, addirittura climatizzata. Sono padiglioni enormi: nell'aula centrale sarà allestita già a novembre, per il mese dell'arte contemporanea, una mostra delle acquisizioni del museo negli ultimi anni. Poi inizierà il trasferimento vero e proprio". E che cosa ne sarà dell'edificio di via Magenta? «E' un problema che riguarda gli uffici del Patrimonio, non noi. Si tratta di una struttura appetibile, potrebbe essere messa in vendita, interessare magari una fondazione bancaria". E se ci spostiamo nel centro della città? «Proprio lunedì è stato deliberato l'avvio delle procedure per il bando del grande Museo Egizio, che non sarà pronto per il 2011: ma per quell'anno ci sarà il nuovo Museo del Risorgimento, quello di Arte Orientale sarà finito invece già nel 2008". E le grandi mostre, su cui lei negli ultimi anni ha molto puntato? «Ho scritto alla Fondazione Torino Musei, chiedendo che siano loro a occuparsene, mettendo insieme scientificità e appeal». Più niente accordi con Goldin dunque: è un armistizio con la direzione della Gam? «Non ci sono più le Olimpiadi in vista, abbiamo altre esigenze adesso. Le attrazioni non ci mancano, basta pensare a Palazzo Madama e ai visitatori che arriveranno alla riapertura». Insomma, adesso si può dire che Torino ce l'ha fatta a emergere, come Barcellona o Bilbao? «Il discorso non è finito, siamo a metà strada: nel 2011 avremo percorso un altro pezzo del tragitto e trarremo le conclusioni».