La Soprintendenza approva il progetto esecutivo. Gemona aprirà il cantiere entro l'anno La Soprintendenza ha dato l'ok al progetto esecutivo dei lavori del castello. Si sblocca quindi, dopo lunghi tempi di attesa, il piano per la ricostruzione del maniero. Diverse le prescrizioni imposte. Le parti del non completamente collassate dovranno essere restaurate nel rispetto di forma, consistenza e compagine muraria. L'ente chiede di valutare la possibilità di non demolire il paramento interno del muro est delle prigioni, studiando una soluzione di reintegrazione. La ricomposizione delle parti crollate dovrà poi riproporre lo stato pristino dell'edificio delle carceri; nell'operazione saranno ricomposti i paramenti murari esterni sulla base di specifici studi. Riguardo le parti da ricostruire, la Soprintendenza chiede vengano realizzate in base alla tradizione locale. È ammesso l'uso del cemento armato per strutture portanti verticali, solai e orditura del tetto, di legname e presidi statici in ferro. Il trattamento di materiali e finiture sarà concordato con gli specialisti e comprenderà previe campionature. La fondazione delle nuove strutture in elevazione sarà concordata con la Soprintendenza per i beni archeologici. L'aggancio delle murature ricostruite con le strutture antiche sarà operato sfruttando lo spiccato murario residuo, evitando ogni manomissione delle parti originali. Il profilo di demarcazione tra nuovo e vecchio, infine, sarà indicato con una lamina di piombo sagomata secondo l'orlatura determinata dalla dinamica dei crolli. Gli interventi del quinto lotto riguardano ricostruzione delle carceri e sistemazione del cortile esterno. L'iter, iniziato alla fine degli anni '90, è stato più volte interrotto, soprattutto per le campagne archeologiche disposte dalla Soprintendenza e per la catalogazione delle pietre recuperate dal crollo della torre delle carceri, in vista della loro successiva ricollocazione per anastilosi. «Lo sblocco della progettazione esecutiva - dice il sindaco Gabriele Marini - è dovuto esame svolto dal soprintendente Ugo Soragni, coadiuvato dall'architetto Giuseppe Franca, dopo che il progettista, Angelo Giglio di Trieste e il responsabile dell'ufficio del Comune di Gemona, Edoardo Vales, avevano spiegato quale fosse la loro linea tecnico-ricostruttiva. Ringrazio il presidente della Regione Riccardo Illy e il consigliere regionale Virgilio Disetti per l'impegno finanziario per i prossimi lotti da parte di Stato e Regione». Nei prossimi mesi il Municipio conta di ricevere l'approvazione definitiva del Provveditorato alle opere pubbliche. Seguirà l'aggiudicazione dei lavori per 2 milioni e mezzo di euro. Se i tempi non si allungheranno il cantiere aprirà entro il 2006. Grazie a un contributo statale, intanto, è al via la progettazione della torre dell'orologio.