ROMA - «Sono ottimista, l'accordo potrebbe esserci anche domani (cioè oggi, ndr), quando si rivedranno le due delegazioni tecniche, italiana e americana», dice il Ministro dei Beni culturali Francesco Rutelli, dopo aver incontrato, al suo dicastero, Michael Brand, il direttore del Getty Museum. La trattativa è continuata tutto il giorno; ad un certo punto, Rutelli, Brand e i capi delegazione italiana si sono anche visti, per mezz'ora, con l'ambasciatore Usa a Roma, Ronald P. Spogli. «Una conclusione è necessaria, è venuto alla fine il tempo in cui certe cose si potevano fare, ormai la società non le tollera più; dobbiamo dare un segnale», ha detto Rutelli, evitando, logicamente, ogni particolare sulle trattative in corso. Nella delegazione italiana, chi è più incline (e chi meno) a ritenere maturo per oggi un esito della querelle. L'Italia rivendica 52 importanti reperti; ma il Getty ha da poco scoperto che 350 dei suoi oggetti hanno provenienze assai dubbie.
Rutelli: col Getty l'accordo è vicino
ROMA - Sono ottimista, l'accordo potrebbe esserci anche domani (cioè oggi, ndr), quando si rivedranno le due delegazioni tecniche, italiana e americana, dice il Ministro dei Beni culturali Francesco Rutelli, dopo aver incontrato, al suo dicastero, Michael Brand, il direttore del Getty Museum. La trattativa è continuata tutto il giorno; ad un certo punto, Rutelli, Brand e i capi delegazione italiana si sono anche visti, per mezz'ora, con l'ambasciatore Usa a Roma, Ronald P. Spogli. Una conclusione è necessaria, è venuto alla fine il tempo in cui certe cose si potevano fare, ormai la società non le tollera più; dobbiamo dare un segnale, ha detto Rutelli, evitando, logicamente, ogni particolare sulle trattative in corso. Nella delegazione italiana, chi è più incline (e chi meno) a ritenere maturo per oggi un esito della querelle. L'Italia rivendica 52 importanti reperti; ma il Getty ha da poco scoperto che 350 dei suoi oggetti hanno provenienze assai dubbie.
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