Le regine sono ancora loro: Roma, Venezia e Firenze. Ma i centri minori diventano sempre più competitivi. Le città d'arte si preparano a vivere un'altra estate che le vedrà protagoniste del turismo italiano e straniero. Con qualche timore. Il panorama. «Le città d'arte più visitate spiega Francesco Gervasio del Centro studi del Touring club italiano sono Roma Venezia, Firenze e Milano. Al quinto posto c'è un centro minore, Ravenna, con un trend di presenze che negli ultimi quattro anni è sempre stato superiore ai due milioni e mezzo. Di questi quasi un terzo sono stranieri». Seguono poi altre città come Napoli, Torino, Pisa, Palermo, Verona, Genova. E poi centri più piccoli, come Assisi, Siena, Urbino. Da notare l'altissima presenza di stranieri a Verona e Siena, dove i turisti che vengono dall'estero sono più della metà delle presenze. I numeri. Secondo il rapporto elaborato dalla società di ricerca Mercury di Firenze per l'Enit (l'ente nazionale italiano del turismo) nel 2001 il 29,9 delle presenze di stranieri in Italia era legato allo scopo preminente di visitare una città d'arte o luoghi di interesse storico-culturale. Degli italiani, invece, solo il 18,2 delle presenze ha puntato su musei e itinerari culturali. Insomma, una conferma: le bellezze artistiche delle nostre città attirano più gli stranieri che gli italiani. I dati provvisori Istat del 2002 relativi alle presenze negli esercizi ricettivi confermano il trend. L'anno scorso il 20,7 degli italiani ha scelto le città d'arte come meta per le proprie vacanze contro il 31,6 degli stranieri. Sempre secondo il rapporto Enit-Mercury, il popolo più affezionato alle opere d'arte italiane sono i giapponesi (76,1). Seguono gli americani (70,2), gli australiani (69,9), gli svedesi (69,1) e gli spagnoli (64,9). Il "fattore musei". Le città d'arte, dunque, si propongono ancora una volta come carta vincente del turismo nel nostro Paese. E i musei che queste città offrono funzionano da potente calamita per i turisti. II Touring Club Italia ha fatto una ricerca sui musei italiani (i dati si riferiscono al 2001). La graduatoria finale conferma ai primi posti i musei tradizionalmente più visitati. La palma d'oro degli ingressi spetta ai Musei Vaticani (3.333.755), seguiti dalla Galleria degli Uffizi (1.486.135) e dalla Galleria dell'Accademia di Firenze (1.172.345). E poi i Musei Civici del Castello di Milano, ancora Firenze con la Galleria Palatina e il Museo Civico di Siena (210.363 ingressi). Il "sistema integrato". La spiaggia va bene, la mostra sugli Impressionisti anche. Ma da sole cominciano a non bastare più, hanno bisogno l'una dell'altra: la tendenza è quella di fare sistema, di diversificare l'offerta in modo da "catturare" il turista con un ventaglio di proposte in grado di soddisfare tutte le sue esigenze. «Ci piace definirci conferma Elio Gasperoni, assessore al turismo di Ravenna una città d'arte in riva al mare. Abbiamo investito nel Museo d'arte e nel Parco Archeologico. Abbiamo in atto forti politiche attive all'estero, in particolare nel mercato tedesco». E i numeri danno ragione. Oltre 2,8 milioni di persone l'anno visitano Ravenna, più di 3OOmila nel solo centro storico. E dopo due anni di forte crescita, i primi quattro mesi del 2003 segnano una sostanziale tenuta nonostante la difficile situazione internazionale che sta impensierendo non poco gli operatori del settore. I timori e le occasioni per il 2003. «Sarà un anno difficile», conferma Maria Chiara Ronchi, direttore della Borsa delle 100 città d'arte, la cui settima edizione si è svolta a Ferrara nei giorni scorsi. Alla Borsa partecipano soprattutto i centri minori, le realtà locali magari meno conosciute ma ricche di tesori storici e artistici. «Quest'anno racconta Maria Chiara Ronchi sono diminuiti gli operatori provenienti da Stati Uniti, Giappone e Australia. Per non parlare della Cina, un mercato promettentissimo ma adesso fortemente compromesso a causa della Sars». Eppure questa difficile situazione potrebbe trasformarsi in un'occasione proprio per le città d'arte minori. «Questi centri conclude Ronchi possono proporsi come mete alternative e "tranquillizzanti": la piccola realtà è vista come più sicura e con una dimensione più umana». In coincidenza con la Borsa si è tenuto anche il Terzo Forum dell'Unesco: ha dato il via al Coordinamento europeo delle città patrimonio dell'umanità, che avrà sede proprio a Ferrara.