La cultura in vacanza piace sempre di più, enon solo nelle tradizionali mete del turismo artistico. I turisti hanno imparato, negli ultimi anni, a scegliere anche località meno conosciute, estranee ai tour tradizionali. E la loro mira si è affinata: si sceglie un percorso per conoscere gli Etruschi a Chiusi e Cortona, si va alla scoperta delle Ville Venete meno note o delle pievi romaniche nell'entroterra sardo. Non è solo una questione di gusti che cambiano, naturalmente. Un notevole impulso a questo sviluppo lo ha dato l'Unione europea, con i fondi destinati allo sviluppo del turismo locale che hanno consentito ai piccoli centri di valorizzare le loro bellezze storiche e artistiche. E poi c'è un altro fattore da considerare: il boom degli agriturismi che per definizione stanno fuori dai percorsi più battuti. Certo, i "viaggi della cultura" hanno un carattere ancora un po' elitario. Lo conferma Luca Bergamaschi, responsabile della programmazione di Loisirs, una agenzia milanese specializzata in questo settore e una delle pioniere (è nata 27 anni fa) del turismo culturale: «II nostro cliente-tipo è una persona di età matura e di classe sociale medio alta, sia dal punto di vista economico, sia per il livello culturale». Sono viaggi di solito brevi, da due giorni a una settimana; quel tanto che basta per cogliere un solo aspetto del luogo che si visita e di approfondirne tutte le sfaccettature. Lo sviluppo di questo tipo di turismo ha innescato un circolo virtuoso: le Pro loco si sono rianimate, offrendo informazioni, assistenza, promuovendo iniziative sul territorio. E sempre più importante sta diventando il ruolo dei piccoli musei comunali, spesso semisconosciuti ma ricchissimi di spunti interessanti per il turista attento. Tutto perfetto, dunque? «Non proprio spiega ancora Luca Bergamaschi in altri Paesi europei, come la Germania, l'organizzazione è più efficiente e invita di più il turista: con carte museo a prezzi vantaggiosi, con aperture anche serali, con servizi paralleli, come caffetterie e luoghi di ristoro all'interno di musei e gallerie. Cose che da noi ci sono solo nei grandi centri turistici». Proprio all'Europa guardano molte proposte degli operatori del settore. Qualche esempio? I luoghi degli Impressionisti in Provenza, le bellezze bizantine della Bulgaria, le strade e i teatri di Shakespeare in Inghilterra. Dati su questo particolare genere di turismo non ce ne sono: impossibile distinguere con i numeri uno che va a Roma per vedere la Fontana di Trevi e uno che ci passa un fine settimana per rintracciarne tutti i segni del periodo pre-cristiano. Ma un elemento è significativo: spesso gli operatori organizzano, in città, serate a tema per preparare i clienti al prossimo viaggio: si proiettano diapositive, si ascoltano relazioni di professori di storia e arte. E, raccontano, le sale sono sempre piene.