Mai autorizzato l'intervento accanto all'oasi. Il Magistrato: «Tutto a posto» II cantiere del Mose agli Alberoni, un ettaro di laguna interrato con fango e cemento dal Consorzio Venezia Nuova a ridosso dell'oasi naturalistica, non è mai stato autorizzato. E la Soprintendenza ha inviato in questi giorni la pratica a Roma, chiedendo al ministero direttive precise. Non si placa la polemica sui lavori in corso agli Alberoni. La denuncia era stata fatta qualche giorno fa dalle associazioni ambientaliste. «Quegli interventi non sono autorizzati», denuncia il segretario del Wwf veneziano Paolo Perlasca, «e ci risulta non compaiano nei progetti e non siano nemmeno stati autorizzati». Manca insomma il via libera della Soprintendenza e anche quello della Salvaguardia. Ma le opere «dello Stato» hanno spesso un regime di autorizzazione particolare. Per questo i tecnici di palazzo Ducale hanno chiesto lumi a Roma, inviando l'intera documentazione al ministro dei Beni Culturali e vicepresidente del Consiglio Francesco Rutelli II suo intervento e quello dei ministri dell'Ambiente (Alfonso Pecoraro Scanio) e delle Infrastrutture (Antonio Di Pietro) è stato sollecitato per gli Alberoni da un'interrogazione parlamentare presentata dalla verde Luana Zanella. Al Magistrato alle Acque non si preoccupano: «E' tutto a posto, quel cantiere fa parte del progetto Mose, autorizzato e finanziato». Ma il nuovo terrapieno degli Alberoni, che ora copre una parte della bocca di porto tra il faro Rocchetta e l'oasi naturalistica, dovrebbe servire per farci un cantiere di movimentazione e costruzione dei cassoni in calcestruzzo del Mose. I lavori sono dell'impresa Mantovani di Padova, la capofila del Consorzio Venezia Nuova, il costo 13 milioni di euro, finanziato con una parte dei 1200 milioni di euro già assegnati dal Cipe al Consorzio Venezia Nuova e con i 380 della Finanziaria 2006, non ancora disponibili. Il cantiere dovrà durare 2579 giorni, fino al termine dei lavori previsto per le bocche di porto nel 2012. Si tratta in ogni caso di uno dei quei cantieri di cui il Comune ha chiesto di sospendere i lavori, perché «non compatibili con scenari diversi». Un dibattito aperto in vista del Comitato-ne che dovrebbe essere convocato entro la metà di luglio a Venezia. Si dovrà discutere della richiesta del Comune di verificare a tappeto lo stato dei cantieri e il loro impatto ambientale e le alternative al Mose. Una richiesta che il ministro Di Pietro si è impegnato ad esaminare. Già nei prossimi giorni si dovranno confrontare i tecnici di Comune, ministeri e Magistrato alle Acque, per mettere a punto l'ordine del giorno della riunione di luglio. Obiettivo del Comune è adesso quello di ottenere dal governo il rifinanziamento della Legge Speciale sospeso da tre anni per i cantieri del Mose e una modifica del progetto.