Il MAXXI presenta i suoi primi capolavori, che aprono la strada alla collezione dell'arte del XXI secolo. Ma il buongiorno di vede dal mattino e bisogna dire che le scelte fatte dal curatore Paolo Colombo promettono bene. Così, la mostra delle acquisizioni che si inaugura oggi pomeriggio al Museo di Via Guido Reni comincia con le opere di quattro maestri storici: un «Achrome» datato 1960 di Piero Manzoni, un grande igloo di Mario Merz insieme a una fotografia di Giovanni Anselmo, entrambi protagonisti dell'arte povera, e un dipinto su tavola di Gino e Dominicis. Sono loro ad aprire la strada ad altre opere selezionate con un occhio alla scena internazionale: una scultura del tedesco Thomas Schutte, un video del sudafricano William Kentridge, e due lavori a parete dell' americana Kara Walker. E poi alcuni giovani di casa nostra: un videogioco d'arte di Eva Marisaldi, un filmato di Alessandro Pessoli, un grande quadro di Cristiano Pintaldi, che scompone un fulmine in migliala di pixel dipinti a mano e infine tre disegni del giovanissimo Manfredi Beninati, che tiene lasua prima personale in questi giorni nella galleria di Lorcan O'Neill. Insieme al MAXXI presenta i suoi ultimi acquisti anche l'Istituto nazionale per la grafica, che di recente ha intensificato la sua attività sul versante del contemporaneo. Così, accanto alle incisioni di Piranesi sono entrati nella sede di via della Stamperia le opere di tre pittori della transavanguardia (Sandro Chia, Enzo Cucchi e Mimmo Paladino) insieme ai disegni di Luigi Ontani, alle fotografie di Antonio Biasiucci e ai lavori su carta di Stefano Arienti. Inoltre sono stati acquistati i «cartelli» realizzati da una cinquantina di artisti degli anni '50 e '60, come Burri, Afro, D'Orazio, Schifano e Kounellis, in occasione delle loro mostre personali nella storica galleria «La tartaruga» diretta da Plinio De Martis. MAXX1, via Guido Reni 10, fino al 13 luglio (11-19; no lunedì). Istituto nazionale per la grafica, via della Stamperia 6, fino al 13 luglio (10-19).