La scoperta della "Tomba dei leoni ruggenti" presentata ieri da Rutelli. E un'intervista con Salvatore Settis Un'arco rosso fuoco porta dentro la tomba di Veio scoperta il 31 maggio scorso grazie all'operazione di polizia "Mozart" che ha portato al ritrovamento di una tomba principesca del 690 a.C. e di circa quattromila repèrti etruschi tra ceramiche e suppellettili, in parte ancora sotto sequestro a Unz, in Austria. Varcata la soglia il visitatore si trova davanti due spettacolari serie di pitture. Immagini di animali dall'aspetto di leoni con le fauci aperte e dall'altro lato una serie di uccelli acquatici «che-ci spiega il professor Colonna - aiutavano il morto nel viaggio dalla terra all'aldilà e lo proteggevano dai pericoli che poteva incontrare su questo difficile cammino». Proprio dai leoni prende il nome la camera che gli archeologi hanno ribattezzato Tomba- dei leoni ruggenti. «Una scoperta straordinaria - dice il ministro per i beni e le attività culturali Francesco Rutelli - che siamo riusciti a tenere segreta per due settimane perché volevamo presentarla facendo scoprire la bellezza completa della stanza e delle pitture murarie, che rappresentano il primo esempio di pittura etrusca orientalizzante in Occidente». Si tratta, infatti, di pitture eseguite da un artista etrusco, ma con influenza greca «un tipo di pictura linearis- spiega ancora Colonna -fetta soltanto di linee, precedente alla pittura per campiture che costruisce le figure attraverso il colore». La tomba, identificata come la tomba di un principe grazie alle suppellettili signorili che sono state ritrovate al suo interno, si trova in località Grotta Gramiccia, a 17 chilometri dal centro di Roma, in un terreno di proprietà privata. «Al signor Franceschini proprietario dell'azienda agricola daremo un indennizzo - spiega il ministro -. Nel frattempo la zona è sotto tutela. Il mio progetto è di arricchire e ampliare il Parco archeologico di Veio. Ora comincerà la fase delicata dei restauri. E grazie a una rogatoria internazionale speriamo di poter riportare qui buona parte dei reperti che si trovano sotto sequestro a Linz». Ma la speranza è anche che l'anziano austriaco che ha permesso con le sue rivelazioni, di ritrovare la tomba collabori ancora fornendo elementi per ulteriori scoperte. La zona del Parco di Veio è ricca di reperti etruschi e l'ottanduenne, ex accompagnatore di turisti e "tombarolo" potrebbe dare altre indicazioni importanti, che potrebbero portare a nuove ricerche. «Lasciamo ancora un po' di suspense-scherza il ministro-. La sfida vera che abbiamo davanti è far vivere questo parco mettendolo a disposizioni dei cittadini come pezzo importante del nostro patrimonio artistico che non abbiamo nessuna intenzione di vendere o alienare». (sim.mag.)
A Veio i "leoni ruggenti" di un principe etrusco
Il ministro per i beni e le attività culturali Francesco Rutelli ha presentato la scoperta della "Tomba dei leoni ruggenti" a Roma. La tomba è stata scoperta il 31 maggio scorso grazie all'operazione di polizia "Mozart" e contiene reperti etruschi, tra cui ceramiche e suppellettili. La tomba è stata identificata come la tomba di un principe e si trova in località Grotta Gramiccia, a 17 chilometri dal centro di Roma. La camera della tomba è stata ribattezzata "Tomba dei leoni ruggenti" a causa delle pitture murali che rappresentano animali con le fauci aperte, simboli di protezione. Le pitture sono state eseguite da un artista etrusco con influenza greca.
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