Legambiente parte civile. Pecoraro Scanio: "Riacquistiamo i luoghi simbolici andati ai privati" ROMA E' qui, nell'arcipelago Li Galli, che, secondo la leggenda, le sirene tentarono di attirare Ulisse. In quell'occasione pare non ci siano riuscite, ma l'incanto di questi tre isolotti, strategicamente piazzati di fronte a Positano, di sicuro ha catturato per mezzo secolo il celebre coreografo russo Leonide Massine, e dopo di lui Eduardo de Filippo e poi Rudolf Nureyev. Tutti sedotti dalla malia di questi 40 mila metri quadrati di paradiso, con i resti dell'antica villa romana e la villa ristrutturata da Le Corbusier. Negli ultimi anni però all'attrazione naturale ha rischiato di sostituirsi l'inganno. Domani si apre il processo per frode allo Stato e per violazione delle norme a tutela dei beni vincolati: le isole, secondo l'accusa, sarebbero state cedute illegalmente per evitare che il ministero dei Beni Culturali potesse esercitare il diritto dì prelazione, come prevede la legge per le proprietà di particolare valore storico, artistico e ambientale. «Noi abbiamo deciso di costituirci parte civile perché, secondo le notizie che hanno portato all'apertura di un'inchiesta da parte della procura di Salerno, siamo di fronte a un episodio simbolico, al tentativo di utilizzare scorciatoie illegali per ridurre i beni ambientali a disposizione di tutti i cittadini», afferma Roberto Della Seta, presidente di Legambiente. «Sarà il tribunale a stabilire se le ipotesi di reato sono fondate o meno, ma in ogni caso la priorità è restituire Li Galli ai visitatori di tutto il mondo». Acquisito da Leonide Massine nel 1924, l'arcipelago è stato rivenduto nel 1979 a Nureyev che era arrivato a Positano proprio per ritirare il premio intitolato al coreografo russo. Dopo la morte di Nureyev, nel gennaio 1993, la vicenda si complica. Entra in gioco la Ballett MondeAg, con sede in Liechtenstein, per gestire l'eredità del grande ballerino. Viene messo in vendita anche Li Galli e, visto che esiste un vincolo archeologico, bisognerebbe dare alla soprintendenza la possibilità di esercitare il diritto di prelazione, cioè di acquisire le isole al prezzo fissato dal venditore nell'atto di compravendita. Non va così: l'arcipelago resta in mani private. Secondo l'accusa del pubblico ministero Antonio Centore. Attraverso una vendita mascherata, i due imputati, Giovanni Russo (proprietario dell'Hilton Palace di Sorrento) e Francesco Savarese, «si procuravano un ingiusto profitto consistente nell'acquisizione della proprietà e nel godimento del suddetto arcipelago e degli immobili su esso insistenti, con danno dello Stato consistente nel mancato esercizio del diritto di prelazione previsto dalla legge». In sostanza, attraverso un trucco, le tre isole che compongono l'arcipelago una volta chiamato le Sirenusae, sarebbero rimaste nelle mani dei privati che le avevano acquisite a un prezzo ormai molto lontano dal valore di mercato attuale. Ma l'amministrazione pubblica non si rassegna a perdere questo tesoro naturalistico che dal 1998 è entrato a far parte dell'area marina protetta di Punta Campanella. E l'il novembre 2003 la Regione Campania stanzia 3,4 milioni di dollari (la cifra che compare nell'atto di compravendita contestato) per acquisirlo. «Mi auguro che il caso Li Galli si concluda in modo positivo», commenta il ministro dell'Ambiente Alfonso Pecoraro Scanio. «Cioè non solo rafforzando la tutela di questo gioiello della Campania, ma anche lanciando un segnale preciso di carattere più generale: deve finire ìa stagione del passaggio delle aree di pregio dal pubblico ai privati, una lìnea di tendenza che durante il governo Berlusconi si era rafforzata. Oggi bisogna andare in direzione opposta: bene farebbe lo Stato a riacquistare quei luoghi simbolici che sono entrati in possesso di privati. Spiagge, beni archeologici e isole sono tra le prime riconquiste possibili da parte dello Stato, sull'esempio di quanto sta facendo la Francia con il Conservatoire du Littoral che acquistai tratti di costa man mano che diventano disponibili».
"Restituite allo Stato l'isola di Nureyev". Al via il processo per stabilire a chi appartiene il "paradiso" di Li Galli
Il processo per frode allo Stato e violazione delle norme a tutela dei beni vincolati si apre per l'arcipelago Li Galli, situato di fronte a Positano. L'arcipelago è stato oggetto di un tentativo di vendita illegale per evitare che il ministero dei Beni Culturali potesse esercitare il diritto di prelazione. Legambiente ha deciso di costituirci parte civile e afferma che il tentativo di utilizzare scorciatoie illegali per ridurre i beni ambientali a disposizione di tutti i cittadini è simbolico. Il tribunale dovrà stabilire se le ipotesi di reato sono fondate o meno. La priorità è restituire Li Galli ai visitatori di tutto il mondo.
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