LA SOPRINTENDENZA di Ercolano e Pompei fa i conti con i tagli del precedente governo, e risolve con i propri mezzi: l'aumento del biglietto. Ma è subito rivolta. Il sovrapprezzo di 1 euro per entrare agli Scavi di Ercolano non piace al vicesindaco, anche assessore al Turismo. «Dopo il taglio di 30 milioni di euro alla Soprintendenza, l'aumento rischia di tradursi in un decremento di turistidice Ciro Iengo Registriamo più 35 per cento delle presenze rispetto allo scorso anno grazie anche all'ottima politica portata avanti dall'assessore regionale Marco Di Lello. Chiedo al ministro dei Beni Culturali, Francesco Rutelli e al Consiglio dei ministri di rivedere il provvedimento. Per quanto mi riguarda ribadisco con fermezza che oggi non possiamo pagare le conseguenze della politica di tagli del centrodestra». Un no condiviso anche dal primo cittadino, Nino Daniele. Ma il provvedimento economico non spetta al governo, che concesse anni fa l'autonomia sull'amministrazione degli incassi alla Soprintendenza di Pompei. I dissensi trasoprinten-denza e Comuni su cui insistono gli scavi sono una vecchia storia che si ripete. Poco costruttiva per tutti. «Chiederò un incontro con tutti i Comuni in cui insistono siti archeologici insiste però Iengo per stilare un documento unico contro l'aumento e per migliorare la programmazione degli ingressi. Si parla di aumento ma poi si dimentica che andrebbero migliorati i servizi all'interno degli scavi».