Belli e di bronzo, carichi d'anni e di storia e proprio per questo sempre più affascinanti. Dopo aver conquistato le prime pagine dei giornali, tre capolavori della statuaria antica, il Satiro Danzante recuperato nelle acque di Mazara del Vallo ed i due celebri Bronzi di Riace, saranno al centro del convegno «Dal mare al Museo». Due giornate di studio, promosse dal ministero per i Beni e le Attività Culturali e dall'Istituto Centrale del Restauro di Roma, che si terranno oggi e domani nella sala dello Stenditoio del Complesso Monumentale di San Michele a Ripa (Via di San Michele, 22). Un'occasione importante, a cui parteciperanno i massimi studiosi di archeologia, per fare il punto sugli interventi conservativi attuati, sullo stato delle ricerche e delle ipotesi attributive e sul delicato problema della musealizzazione. 1 lavori del convegno, coordinato da Roberto Petriaggi, responsabile del nucleo per gli interventi di archeologia subacquea dell'Istituto Centrale del Restauro, sono dedicati a «II Satiro Danzante di Mazara del Vallo. Il restauro e l'immagine». In seguito al grande successo della mostra a Montecitorio, il Satiro bronzeo è stato protagonista di una vivace discussione tra studiosi: per Paolo Moreno, sarebbe un originale greco attribuibile allo scultore ateniese Prassitele, mentre altri archeologi propongono una datazione più tarda della statua, considerandola una replica di epoca romana. Secondo la ricostruzione proposta da Paolo Moreno, il Satiro teneva sul braccio sinistro la pelle di pantera, attributo sacro a Dioniso, mentre nella mano corrispondente impugnava il cantaros, il boccale preferito dal dio per bere il vino. L'essere demoniaco non era immortalato in una semplice danza, ma in una rotazione impetuosa che portava allo stordimento dei sensi e quindi all'estasi. La mano destra sorreggeva il tirso, una canna orlata con nastri e coronata da una pigna, anch'essa sacra al dio dell'ebbrezza. Il tirso era tenuto in modo tale che la pigna venisse a trovarsi sulla testa del satiro: come per i dervisci, l'effetto di «autoipnosi» era generato dal vorticoso movimento su se stesso e fissando la pigna, polo di rotazione della figura. Domani la giornata sarà dedicata ai due splendidi eroi di Riace. Sin dall'epoca della scoperta, diverse sono state le interpretazioni degli studiosi: si parlò genericamente di atleti venuti dal mare, fino alla recente lettura di Paolo Moreno. Lo studioso ha individuato nei Bronzi l'immagine del cannibale Tideo e dell'indovino Anfiarao, due dei Sette a Tebe, opera rispettivamente di Agelada di Argo e di Alcamene di Lemno. Durante la tavola rotonda verrano discussi i risultati del restauro, delle analisi chimiche e sarà presentato un atteso cofanetto di due volumi: «Bronzi di Riace. Restauro come conoscenza». L'opera raccoglie gli atti del convegno sui Bronzi di Riace che si tenne a Roma nel 1995, i contributi dei maggiori specialisti italiani e stranieri, dati inediti sulla testa bronzea di Basilea e sul carico di frammenti di statue bronzee recuperate a Punta del Serrone, vicino Brindisi.
Capolavori di bronzo dal mare
Oggi e domani si terrà a San Michele a Ripa un convegno dal titolo "Dal mare al Museo" su tre capolavori della statuaria antica: il Satiro Danzante recuperato nelle acque di Mazara del Vallo e i due celebri Bronzi di Riace. Il convegno è promosso dal ministero per i Beni e le Attività Culturali e dall'Istituto Centrale del Restauro di Roma. I massimi studiosi di archeologia parteciperanno per discutere gli interventi conservativi attuati, sullo stato delle ricerche e delle ipotesi attributive. Il convegno sarà suddiviso in due giornate, con lavori dedicati al Satiro Danzante di Mazara del Vallo e ai Bronzi di Riace.
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo