II prossimo 29 giugno Piero Dorazio avrebbe compiuto 79 anni. Se non fosse scomparso, esattamente un anno fa. Ma la sua compagna Margaret Boberek ha deciso di ricordarlo con una grande festa, organizzata per quesTa sera nel cortile cinquecentesco di Sant'Ivo alla Sapienza. A parlare del grande pittore, insieme al sindaco Walter Veltroni sono stati invitati oltre un centinaio di. ospiti, tra artisti, letterati, amici, giornalisti, critici, studiosi e politici. Tutti personaggi che hanno conosciuto direttamente il Maestro e che hanno già espresso la loro testimonianza nel «libro del cuore»: un volume intitolato «Per Piero Dorazio» (Silvia editrice), che verrà presentato stasera insieme alla proiezione dell'intervista inedita all'artista di Giorgio Cappozzo e Massimo Tani e a un concerto per pianoforte di Gaetano Liguori, con otto brani di jazz inediti ispirati alle opere di Dorazio. «Ho avvertito subito, quasi come un sensitivo - ricorda Liguori -che dietro le tele di Dorazio c'era il jazz, con tutto quello che comporta, improvvisazioni, ritmo, armonie, colori, feeling. Poi ho scoperto la passione del Maestro per la musica che più di tutte ha. segnato il secolo trascorso e allora ho voluto impegnarmi a realizzare un procedimento artistico inverso. Lui si ispirava al jazz che ascoltava mentre componeva le sue opere, io guardando le sue opere ho composto le mie musiche». Per il presidente della Camera Fausto Bertinotti, il ricordo di Piero «è il ricordo di un grande uomo con una curiosità. Di una voglia di indagare enorme, che a me resta come la sua cifra. Così è stato il suo percorso artistico, notissimo. Ma così è stato pure il suo percorso di vita e quello politico». Per l'assessore alla cultura Gianni Borgna, l'ammirazione nei confronti di Dorazio nasce dal suo essere «un lucido spirito critico, un intellettuale dì sinistra cheha difeso la libertà e l'autonomia della, ricerca artistica senza "suonare il piffero della rivoluzione"». Per il ministro dei Beni culturali Francesco Rutelli Dorazio era «un leader, un anticonformista, un innovatore». E ancora Borgna ricorda come i rapporti dell'artista con l'amministrazione capitolina, pur caratterizzati da un «amichevole conflitto», abbiano prodotto risultati di eccellenza culminati nella realizzazione, tra il 1997 e il 2000 dei grandi mosaici della metropolitana. L'amico di sempre, Cesare Canessa, rievoca i momenti del primo dopoguerra, «quando si litigava per l'arte e le ideologie», le cene alla fiaschetteria Beltrame su via della Croce, «dove si incontravano Ennio Flaiano, Mino Maccari che lasciava disegni sulla tovaglia e Giulio Turcato che di ritorno dalla Cina di Mao commentava: "A quelli no glie importa niente de noialtri!"». E ancora, gli incontri di quelli di Forma 1 (la corrente che Dorazio aveva contribuito ad animare) al Caffè Greco, nel 1947, dove «un solenne De Chirico sorbiva il caffè al banco». «Inesauribilmente curioso del mondo», è la definizione del critico Gino Agnese, che rammenta le sue folte e svariate frequentazioni e la smania di «scalare illustri compagnie»: «A vent'anni chiese di Balla e gli risposero che forse era morto. Ma poi seppe che non era affatto morto, ma vivo e vegeto, anzi sempre di buon umore e lui andò a cercarlo dalle parti di piazza Mazzini, dove gli avevano riferito che era facile incontrarlo». Ma forse i più commoventi sono Ì ricordi del restauratore Gianfranco Buttarazzi, che dipinse le pareti dell'appartamento di Dorazio a piazza Vittorio e che rammenta ancora la prima frase che l'artista si affrettò a dire quando Io vide: «1 colori sono le parole più vere per esprimere se stessi». Del falegname Enrico Cantagalli, che l'ha seguito prima nei suoi atelier romani e poi a Canonica di lodi, dove Dorazio si era trasferito nel 1974 per aprire una scuola-laboratorio di ceramica dedicata ai giovani: «Con la sua sottile vena polemica e sorniona era capace di coinvolgerti in ogni discussione e di lasciarti sempre con un sorriso». Del fotografo Vincenzo Pirozzi che lo ha ritratto dagli anni Sessanta in poi: «Ho una grande nostalgia delle feste da lui organizzate in modo scrupolosamente perfetto, non facendo mai mancare il gruppo dei suoi affezionati suonatori».
Piero, un anno dopo. Una festa per ricordare il pittore Dorazio
Oggi, il 29 giugno, si sarebbe compiuto 79 anni del pittore Piero Dorazio. Invece, è stata organizzata una festa per ricordarlo, con oltre 100 ospiti, tra artisti, letterati e politici. Il libro "Per Piero Dorazio" è stato presentato e si è proiettata un'intervista inedita con l'artista. Ci sono stati anche concerti e un concerto per pianoforte. L'artista si è ispirato al jazz e ha composto le sue opere ascoltando musica. Il ricordo di Piero Dorazio è quello di un grande uomo con una curiosità enorme. È stato un artista, un intellettuale e un innovatore.
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