ISTITUZIONI. Un convegno a palazzo Leoni Montanari Aperto il confronto sulla Carta nazionale delle professioni museali, che diventerà operativa dal prossimo ottobre Le Associazioni museali del Veneto si sono date convegno nella assemblea nazionale Icom (International Council of Museums) ospitata per un'intera giornata a Palazzo Leoni Montanari in collaborazione con la Fondazione Mazzotti, sede regionale di Icom, e con il contributo di Banca Intesa. Il convegno ha avviato un confronto sulla Carta nazionale delle professioni museali redatta lo scorso anno su iniziativa spontanea dei musei italiani per fondare un sistema base di regole condivise «con l'obiettivo di ribadire la centralità del ruolo dei professionisti museali in seno ai musei e di sanare la storica assenza di definizione delle professionalità presenti nei musei su cui poter contare per assolvere la loro missione e svolgere le funzioni proprie». La ratifica definitiva è prevista per il prossimo 2 ottobre a Roma nell'ambito della seconda conferenza nazionale. Nell'incontro di Vicenza i lavori della mattinata sono stati dedicati alla valutazione della Carta che è stata ritenuta necessaria, soprattutto come strumento utile nella contrattazione tra direttore di museo e pubblica amministrazione, mentre l'assemblea ha ritenuto che siano da approfondire tutte le problematiche legate al rapporto tra università e professionalità da formare, denunciando un precariato altissimo e valutando necessarie professionalità di ingresso più qualificate e meccanismo della mobilità come progressione di carriera A questo confronto di carattere istituzionale, ha fatto seguito l'assemblea nazionale di Icom Italia, mentre i lavori del pomeriggio hanno concentrato l'attenzione sulla tavola rotonda "Pubblico e privato per la gestione e valorizzazione dei beni culturali in Italia" presieduta da Daniele Jalla presidente Icom Italia e delegato Anci. Museo pubblico, è stato chiarito, significa "servizio pubblico" e dunque va associato non solo alle pubbliche amministrazioni, ma anche ai musei privati che agiscono nei tre versanti del volontariato dei cittadini , del no profit degli istituti bancari e simili che forniscono servizi ai musei e del profit. Oltre a maggiore professionalità e innovazione, è stata invocata l'attuazione concreta di quella "cultura del parternariato" già prevista per legge e utile a «condividere la missione istituzionale della Regione». Perché non premiare la qualità? si è detto a proposito della discussione sul meccanismo di sostegno dei musei con il contributo a pioggia o la defiscalizzazione. Spicca nel panorama nazionale museale l'unica e felice iniziativa di Banca Intesa che da 17 anni ha reso accessibile al pubblico il godimento estetico e culturale di un patrimonio artistico - acquistato, o restaurato e mostrato prima di essere poi restituito ai legittimi proprietari - superando la semplice sponsorizzazione, nello spirito di dovere e servizio civico, senza lasciare la gestione al marketing. «Mecenatismo illuminato» l'ha definito Jalla propenso a ritenere "utopia nostalgica" anche l'impegno pur meritevole di Apindustria vicentina a considerare mondi non separati economia, cultura e politica che invece «mancano di una classe dirigente in grado di unirli e di sedi di dialogo non condizionate dalla politica».