Altri reperti nel cantiere per l'autorimessa sotterranea davanti alla Poste centrali Affiorano negli scavi di piazza Viviani i resti delle case Scaligere, demolite negli anni Venti del Novecento. I palazzi medievali sorgevano proprio nell'area della piazza Viviani, nel perimetro dell'attuale cantiere, e furono abattuti a partire dal 1926 per costruire le nuove Poste centrali, su progetto di Ettore Fagiuoli, l'architetto della Verona liberty e il primo scenografo delle opere in Arena. Le ruspe hanno ora portato alla luce una scala di pietra e le murature in laterizio di vasti ambienti sotterranei; forse si tratta proprio della base di quella torre, all'angolo delle case demolite, che invano tentò di difendere l'allora regio soprintendente ai monumenti per le province di Trento, Verona, Mantova e Bolzano, Giuseppe Gerola (uno dei maggiori storici dell'architettura dell'epoca). Scrisse Gerola il 19 novembre 1927 al marchese Alessandro Da Lisca, veronese che in Soprintendenza lasciava fare senza troppi controlli (il progetto Fagiuoli era infatti caldeggiato dal regime fascista): «Gli edifici destinati a sparire non sono privi di importanza... Crede lei che non si possa salvare proprio nulla? Nemmeno la bella torre con basamento in pietra e cortine in cotto all'angolo di sud-ovest di quell'isolo?» Almeno, concludeva il Gerola, prevedendo realisticamente il peggio, «non sarebbe il caso di acquistare per la Soprintendenza alcuni di quei bei mattoni così rossi? O di consigliare il Comune a depositarli nei suoi magazzini? Quelli andavan bene anche per i restauri delle mura!» Ora camionate di materiale escono dal cantiere in corso, piene di quei mattoni medievali (valore commerciale: un euro cadauno). Si aspetta il seguito del cantiere, il garantito intervento dell'equipe archeologica sotto il controllo della Soprintendenza e il promesso punto di osservazione sul «cantiere aperto», come era stato presentato in Comune. Vedremo cosa salterà fuori continuando a scavare, fino allo strato della città romana che qui a due passi, in piazza Erbe, aveva il suo foro. Intanto i lavori restano coperti agli sguardi dalle recinzioni (sono stati accuratamente sigillati anche gli angoli). Ma ancora ieri ha promesso Paolo Campion, presidente della Cangrande parcheggi che in piazza Viviani vorrebbe costruire un'autorimessa sotterranea da 270 posti auto: «Nel caso affiorassero reperti importanti ci fermeremo».