Il turismo come volano per rilanciare la competitività dell'Italia sui mercati internazionali: questa la ricetta illustrata dal vicepremier con delega al turismo, Francesco Rutelli, a chiusura della presentazione dell'indagine Glocus «Tornare numeri uno nel turismo, innovazione e competenza», svoltasi a Roma. Una ricerca che ha posto l'accento su alcuni passaggi-chiave indispensabili per ridare all'Italia la leadership che aveva fino a vent'anni fa nel turismo mondiale e diventare un modello per un nuovo sviluppo economico. Una sfida che passa, si legge nel documento, attraverso una tassazione più equa che non penalizzi le imprese turistiche, una ricaduta sul territorio di una parte dell'Iva ricavata per utilizzarla nei servizi e negli investimenti necessari a migliorare l'ospitalità, un piano strategico per la formazione professionale che qualifichi territori e imprese a vocazione turistica e una pianificazione di incentivi per rivitalizzare l'imprenditoria locale di quelle zone a forte potenzialità turistica, ma scarsamente valorizzate. Rutelli ha condiviso questa impostazione, come ha fatto suoi due ragionamenti espressi da Renato Soru, presidente della regione Sardegna, intervenuto alla presentazione: Internet e collegamenti aerei regionali e locali per rilanciare l'Italia del turismo. «Porteremo a termine nei prossimi mesi", ha infattisottolineato Rutelli, "due operazioni fondamentali come il portale Italia.it, per dare visibilità dell'offerta turistica italian nel mondo, e l'Osservatorio per monitorare tutti i mercati internazionali e avere con tempestività le indicazioni dai vari bacini di traffico. Accanto a queste due iniziative Rutelli ha ribadito che occorre intervenire anche sulla accessibilità dell'offerta e dunque sul potenziamento di collegamenti aerei regionali e decentrati. «Possiamo farlo valorizzando scali strategicamente importanti per le economie locali, come Pontecagnano per il Cilento, l'aeroporto di Comiso per la Sicilia, quello di Crotone per lo Ionio e lo scalo di Foggia per il Gargano. La scelta vincente», ha concluso Rutelli, «è fare sistema, mettendo in rete tutte le valenze territoriali, culturali e le tipicità del nostro made in Italy. Sono convinto che l'Italia possa uscire dall'impasse economica attraverso progetti condivisi dalle regioni, dai comuni e dalle imprese private: esattamente quello che bisogna fare nel turismo. Tutto questo può diventare un modello ideale anche per altri settori produttivi del paese».