La Galleria Spada di Roma si arricchisce di tasselli importanti: infatti, giovedì 22 giugno alle ore 18 sarano presentati al pubblico, nella loro originaria policromia restituita da un lungo e laborioso intervento di restauro, l'intera pavimentazione settecentesca in cotto del Museo e i soffitti della prima e della quarta Sala, definite ai tempi del cardinale Bernardino Spada come "Stanza del soffitto azzurro o dei Papi" e "Studio grande". I restauri effettuati con i fondi del ministero per i Beni e le Attività Culturali, sono rientrati in un preciso programma da parte della soprintendenza, mirato alla verifica del solo apparato strutturale del complesso museale, per cercare di riportare alla luce il più possibile le sue antiche forme e colori, persi nel corso degli anni. Dagli interventi, iniziati nel 2005 e terminati agli inizi del 2006, sono emersi elementi decorativi di grande rilievo per l'immagine del Museo e, in quest'opera di ricerca stilistica, si colloca in ordine di tempo il restauro del soffitto della prima Sala. L'originario cinquecentesco fu fatto ristrutturato da Bernardo Spada intorno al 1653, con tele applicate di colore turchino che riproducevano la vita di cinquanta pontefici, dettate dall'umanista Gibbesio, amico e ospite del cardinale. Nel 1777 fu di nuovo decorato. Realizzato a cassettoni, venne ridipinto nei lacunari a rosette policrome con al centro lo stemma Spada-Veralli e, inoltre, furono rinnovate le pitture degli sguinci e del fregio parietale. Negli ultimi tempi, le vivaci tonalità risultavano offuscate da una spessa patina di sporco e anche le parti lignee apparivano sconnesse, attraversate da profonde fenditure. Successivamente, è stata la volta della difficile pulitura della pavimentazione in cotto del primo settecento, velata da una lacca oscura e lucente causala da errati passati trattamenti a base di cera metallica che, se da un lato ne avevano salvaguardato la natura, dall'altra ne avevano modificato le caratteristiche e nascosto la bellissima e rara trama intrecciata a tela di sacco. Oggi rivive nel suo splendore dalle calde tonalità marrone-rossicce. Il terzo intervento ha interessato la volta della quarta Sala, fatta costruire in muratura dal cardinale Bernardino Spada durante la fase dei lavori del 1653, al posto di una terrazza lignea e adibita a suo Studiolo grande. Negli antichi inventari, l'ambiente viene denominato come "Camerone con volta a schifo".
Terminato il restauro di Villa Spada
La Galleria Spada di Roma ha presentato al pubblico, giovedì 22 giugno, la pavimentazione settecentesca in cotto e i soffitti della prima e della quarta Sala, restaurati con fondi del ministero per i Beni e le Attività Culturali. I restauri, iniziati nel 2005, hanno riportato alla luce elementi decorativi di grande rilievo e hanno restituito le antiche forme e colori del complesso museale. La pavimentazione in cotto, originariamente dipinta con tele di colore turchino, è stata pulita e restaurata, mentre i soffitti della prima e della quarta Sala sono stati restaurati con la restituzione delle loro originarie policromie.
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