ROMA All'insegna dei leoni ruggenti. Francesco Rutelli, ministro dei Beni culturali, convoca i giornalisti stranieri e, a rimorchio, quelli italiani per comunicare la scoperta di una nuova tomba etrusca, «scoperta sensazionale, alle origini della pittura dell'Occidente». «La più antica tomba dipinta nell'area del Mediterraneo occidentale», testimonia Giovanni Colonna, professore di Etruscologia alla Sapienza. Siamo all'interno del parco di Veio, ventimila ettari, venti chilometri a nord di Roma e qui, se ci fossero i fondi per scavare, si porterebbero alla luce centinaia di tombe e la città etrusca di Veio, certamente. La tomba è sul terreno di Fioravanti Franceschini, classe 1923, che lo riscattò dall'Ente Maremma e ora lo coltiva a grano ed orzo. Il ritrovamento è del 31 maggio scorsoil nuovo governo insediato da meno di due settimane ad opera dei carabinieri della sezione archeologia del Comando tutela patrimonio culturale, che avevano avuto le coordinate da un saccheggiatore di tombe pentito. Ci sono un corridoio d'accesso (dromos) e una camera destinata ai sepolcri. In alto, sulla parete di fondo, due file di uccelli acquatici, in movimento verso destra e in basso una teoria di animali con tre fauci e coda arrotolata. Di qui il nome provvisorio che gli archeologi le hanno attribuito, «tomba dei leoni ruggenti». La data presunta è 690 avanti Cristo. La tecnica è quella della «pictura linearis», vale a dire basata sui contorni, senza riempire le figure di colore. I colori sono il nero, il rosso, il bruno. La porta d'accesso alla camera è ad arco. Racconta Francesca Boitani, direttore del Museo etrusco di Villa Giulia: «La tomba era quella di un personaggio importante, probabilmente un principe, e di sua moglie. Lo dicono alcuni oggetti ritrovati, una spada, ma anche spille da donna e fusi. C'era poi, interrato nel corridoio, un carro a due ruote». E Anna Maria Moretti, sovrintendente archeologico del Lazio: «Veio subiva influenze e aveva contatti con il mondo greco. Gli uccelli acquatici alludono al passaggio dalla vita alla morte, le figure dei leoni evocano il mondo infero». I carabinieri, comandati dal generale Ugo Zottin, catturarono nell'ottobre 2005 cinque tombaroli, collegati con un ex militare del Terzo Reich, austriaco, che aveva messo in piedi a Linz un museo-negozio. Uno dei cinque tombaroli, originario di Anguillara, ha indicato il sito della tomba dei leoni. E ora? Dice il ministro Rutelli: «Faremo in modo che questa tomba diventi visitabile dal pubblico». A
Un tombarolo pentito fa scoprire un tesoro dell'arte etrusca di Veio
Il ministro dei Beni culturali, Francesco Rutelli, ha annunciato la scoperta di una nuova tomba etrusca, chiamata "tomba dei leoni ruggenti", all'interno del parco di Veio, a ventimila ettari a nord di Roma. La tomba è stata scoperta nel maggio scorso da carabinieri della sezione archeologia del Comando tutela patrimonio culturale, che avevano avuto le coordinate da un saccheggiatore di tombe pentito. La tomba è datata intorno al 690 a.C. e presenta una tecnica di pittura lineare, con figure di uccelli acquatici e animali con tre fauci e coda arrotolata.
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