ACCORDI Tra il museo e lo Stato su 22 pezzi contestati Il commercio illecito è più esteso del previsto: tocca anche le mafie italiana e russa. Alcune notizie da sapere per orientarsi in questo affaire: quando salta fuori un'opera d'arte dal sottosuolo o dalle acque nazionali appartiene per legge allo Stato; il mercato d'arte illegale è uno dei più fiorenti nel mondo; un pezzo spesso compie giri tortuosi per nascondere la provenienza illecita, a ogni passaggio c'è chi ci guadagna e il prezzo lievita; se unmuseo compra un pezzo trafugato aiuta i tombaroli; una convenzione dell'Unesco, sottoscritta anche dagli Usa, impegna a restituire opere d'arte esportate in modo illegale. Ha scoperchiato il pentolone un libro-inchiesta del '95 del giornalista Peter Watson. La gran maggioranza degli antiquari non traffica illegalmente, tantomeno gli archeologi. Infine l'accordo tra Buttiglione e il direttore delMetropolitan (dal quale anche la Turchia ora reclama pezzi), Philippe de Montebello: l'Italia rinuncia al contenzioso, il museo riconosce non la provenienza illecita ma la proprietà italiana di 22 pezzi contestati (tra cui quindici argenti da Morgantina), per 4 anni al massimo li espone - su tutti il magnifico vaso dell'artista ellenico Eufronio estratto presso Cerveteri nel 1971 e pagato 1 milione di dollari - con la scritta che appartengono al nostro paese, poi li restituirà. In cambio l'Italia presterà reperti archeologici. ste.mi.