Adesso è ufficiale. Da ieri, Antonio Natali è il nuovo direttore della Galleria degli Uffizi. Succede ad Antonio Paolucci, che aveva avocato a sé (già soprintendente per il Polo museale di Firenze e direttore regionale dei beni culturali) anche questo terzo incarico. La notizia del passaggio di consegne l'avevamo anticipata qualche giorno fa sulle pagine de il Giornale della Toscana e, nonostante mancasse l'ordine di servizio ufficiale, nessuno aveva avuto il coraggio di smentire. Nei quindici mesi in cui Paolucci è stato anche direttore degli Uffizi, Antonio Natali ha continuato a dirigere il Dipartimento della pittura del Rinascimento, del Manierismo e del Seicento, e il Dipartimento dell'arte contemporanea; tuttavia la sua presenza costante nei corridoi del museo fiorentino, è stata notata (e apprezzata) un po' da tutti. A tal punto che era difficile prevedere che qualcun altro avrebbe potuto prendere il suo posto se e quando Paolucci avesse deciso di cedere il testimone. E così è stato. La carriera di Antonio Natali 54 anni, piombinese, è particolarmente prestigiosa. Dopo essere stato borsista alla Fondazione di Studi di Storia dell'Arte «Roberto Longhi», dal 1981 lavora agli Uffizi. Qui ha diretto oltre 300 restauri di dipinti, ha riordinato le sale riservate alla pittura del Cinquecento e, in epoca recente, le sale della Niobe (2006) e di San Pier Scheraggio (2005). Nel corso della sua lunga attività ha fatto parte del comitato scientifico per le celebrazioni del quinto centenario della nascita di Rosso e Pontormo; ha curato agli Uffizi le esposizioni per il quarto centenario della Galleria, con Luciano Berti direttore ed è stato fra i principali artefici della mostra su Andrea del Sarto, anche se probabilmente la mostra di maggior prestigio da lui curata resta quella del '97 dedicata all'«Officina della Maniera». A lui si deve la cura di tuttele edizioni de «I mai visti» alle Regie Poste, della sezione dedicata alla pittura della mostra «La mente di Leonardo» allestita anch'essa agli Uffizi, nonché il recupero della Casa del Pontormo a Empoli, inaugurata appena qualche giorno fa. Al neo direttore abbiamo rivolto alcune domande. Adesso può esultare... Non sono mai stato capace di esultare. Mi aspettano tempi duri, come ad esempio l'apertura del cantiere per i Nuovi Uffizi. Sono grandi responsabilità che emergono in epoche come queste non da questioni ordinarie. Sono momenti in cui occorrono considerazioni attente e decisioni soppesate. Tuttavia non sarà mai solo... Vero. Qui le cose non si fanno se non c'è la collegialità. Per me è importante il rapporto con i miei colleghi e agli Uffizi si va avanti solo se lo facciamo in gruppo. Occorre un concorso di forze. E poi non scordiamoci che si tratta di un'azienda... La prima cosa che farà da direttore? Pensare a come affrontare il riordino delle sale, a come distribuire le opere con i Grandi Uffizi a disposizione. Anche se, effettivamente, la recente riapertura della sala della Niobe la sento un po' come un primo atto da direttore, anche se ancora non ero. E poi vorrei recuperare un po' d'immagine. Per questo il personale già da alcuni giorni lavora in divisa. Con lei le opere usciranno di più o di meno dagli Uffizi? Dipende. Tendenzialmente io sono per la selezione stretta. Tuttavia se c'è necessità scientifica, le mostre si fanno e le opere escono. Ci sono poi le decisioni prese in altra sede, perché non dobbiamo scordare che i direttori dei musei agiscono per delega e se c'è un ordine superiore, occorre obbedire. Vigilerà sui lavori del cantiere? Anche se non è compito mio, lo farò. Così come l'ordinamento museografico, per recuperare filologicamente gli ambienti, sarà di mia competenza. Il tutto per rendere più leggibili le opere, per fare visite più pausate e riflessive. Svuoterà il Vasariano? Vedremo. Io credo che non possa limitarsi a essere un mero corridoio. Tuttavia c'è una commissione ministeriale che deciderà. Io sono disposto al dialogo. Un sogno da realizzare? Poter fare questo mestiere e di trovare, egualmente, il tempo per poter studiare, senza cioè fare a meno della passione per le indagini storiche.
UFFIZI. Antonio Natali è il nuovo direttore
Antonio Natali è diventato il nuovo direttore della Galleria degli Uffizi, succedendo ad Antonio Paolucci. Natali ha già lavorato agli Uffizi per 54 anni e ha diretto oltre 300 restauri di dipinti, ha riordinato le sale riservate alla pittura del Cinquecento e ha curato diverse mostre. Il nuovo direttore ha espresso la sua disponibilità a lavorare in collaborazione con i colleghi e ha menzionato il riordino delle sale e il recupero dell'immagine dell'istituzione come priorità. Ha anche espresso la sua preoccupazione per il riordino delle opere esposte e ha affermato di essere disposto a lavorare con la commissione ministeriale per decidere su eventuali modifiche.
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