Un piccolo disegno, appena 6 cm per 10, è rimasto appeso nel salotto di Giancarlo Ligabue per oltre 30 anni. Poi, la scoperta: quel disegno è di Leonardo. E così, Ligabue, imprenditore e paleontologo, oltre che appassionato d'arte, si è ritrovato a risolvere davvero un piccolo mistero, alla faccia di codici letterari e cinematografici che imperano in questi tempi. «All'inizio non ci credevo - ha detto l'imprenditore - Per me è stato un incidente di percorso, una serendipità. Mentre cercavo qualcosa ho scoperto tutt'altro. Un po' come Colombo, partito per le Indie e che alla fine scoprì l'America». IL DSEGNO È UN RTRATTO a penna di una Testa di vecchia, dal profilo ostile, ingentilito da un fiorellino tratteggiato sopra il copricapo. Sotto, la scritta, mai presa sul serio, Leonardo. Così l'opera è passata per secoli come esercizio di ambiente leonardesco, sforzo di qualche allievo. La svolta arriva un anno fa. Ligabue decide di pubblicare un catalogo della sua collezione di disegni, in cui figurano capolavori del Canaletto, di Piranesi e caricature del Tiepolo. Per compilare le schede dei disegni leonardeschi viene interpellata la professoressa Luisa Cogliati Arano che suggerisce a Ligabue di sottoporre la Testa di vecchia a rigorose verifiche. Così, un mese fa, si decide di eseguire un'indagine all'infrarosso, per fotografare il disegno cancellando l'immagine visibile e rivelando un disegno sottostante: uno schizzo abbozzato prima di essere ripassato con l'inchiostro. L'indagine, eseguita da Paolo Spezzarli, conferma che la mano è quella di Leonardo e che i tratti più incerti, opera di una mano destra (mentre Leonardo era mancino), sono probabilmente interventi settecenteschi. Conferme sull'originalità dell'opera arrivano anche da Pietro Marani, professore al Politecnico di Milano, che si occupò, per 1.5 anni, del restauro del Cenacolo, da Martin Kemp, consulente di Bill Gates per il codice Leicester e da Silvie Beguin del Louvre, Il disegno, acquistato da Ligabue nel '70 da un commerciante d'arte viene collocato tra il 1.495 e il 1.500. Ieri, a Palazzo Ducale a Venezia, la presentazione ufficiale dell'opera ritrovata. Ligabue ha svelato la teca in cui era custodita l'opera. I passaggi dell'emozionante scoperta sono stati ripercorsi dalla professoressa Cogliati Arano: «Della paternità mentale ero convinta, ma non ero certa che la mano fosse proprio quella di Leonardo. L'esame a infrarossi ce ne ha dato la certezza. Lo schizzo alla base, fatto con una punta metallica, probabilmente d'argento, è di certo del maestro. Il disegno dimostra l'enorme interesse di Leonardo per l'essere umano. Più che caricature le sue sono teste caricate, indagini psicologiche che faceva su l'essere umano». Questa scoperta riapre il dibattito sulle quotazioni delle opere di Leonardo. Per la Testa di vecchia la stampa anglosassone parla di una valutazione intorno ai 2,7 milioni di sterline. «Una cifra del tutto plausibile», commenta Marani, «considerate le ultime valutazioni di disegni di Leonardo venduti all'asta. Ma io non sono un esperto. Qui decide il mercato».