FIRENZE Non ci salva nemmeno il turismo. Era una delle poche voci attive indicate dall'Irpet nel desolante panorama dell'economia toscana. Due le tegole che rischiano di far male. La prima riguarda la decisione di alcuni tour operator stranieri di boicottare la Toscana per via del «balzello» che le città vetrina Firenze, Siena, Pisa fanno pagare ai bus turistici per parcheggiare in città. L'altra riguarda le cifre. Federalberghi smentisce i dati Irpet, secondo i quali saremmo tornati ai fasti del 2001, prima dell'attentato alle Torri gemelle. BERNABÒ BOCCA, presidente nazionale e toscano di Federalberghi, annuncia una conferenza stampa nella quale mostrerà uno studio Isnart che fa riferimento a Unioncamere con una situazione «abbastanza diversa da quella disegnata dalla Regione e dal suo istituto di programmazione economica e finanziaria, durante la conferenza regionale sul turismo alla presenza del ministro Rutelli». Nei padiglioni della Fortezza, Bocca scuoteva la testa. Non sembrava convinto da quei numeri «improvvisamente positivi». Un pianto da albergatore? «Non mi tornava una crescita come quella ipotizzata dail'Irpet. Per questo ho chiesto all'Isnart di preparare le cifre. Abbastanza diverse da quelle fornite alla Fortezza e ripetute martedì, alla presentazione del rapporto sull'economia della Toscana. Siamo al di sotto delle aspettative», dichiara Bocca: «Bisogna invertire la tendenza, ma partendo da numeri non gonfiati per far apparire meno cruda una realtà preoccupante. E i bus? Secondo i sussurri delle agenzie di viaggio, non sarebbero pochi i tour operator decisi a far «saltare» la Toscana ai bus turistici. Perché vengono ritenuti «esosi» i 230 euro richiesti da Firenze per un giorno di sosta. E nemmeno sono «digeriti» i 100 euro chiesti a Siena in alta stagione (che però dura nove mesi) e i 60 che pretende Pisa. Siamo di fronte a una rivolta contro una Toscana cara e difficile da raggiungere? Non se ne parla ancora, almeno in questi termini. Il segnale d'allarme sembra dirompente. Ogni bus porta una cinquantina di turisti e si fa presto a mettere insieme numeri ragguardevoli. Che fare? L'assessorato al turismo, guidato dall'intrapréndente Anna Rita Bramerini, dovrebbe verificare l'entità del problema. E agire immediatamente per circoscriverlo, magari dopo una rapida consultazione con le «città vetrina» e con gli altri comuni turistici più importanti. Eppoi bisognerà valutare le cifre che l'Isnart ha messo insieme. Sarebbe grave se l'ottimismo dell'Irpet fosse stato avventato. GUERRA DI CIFRE L'Isnart presenta statistiche diverse da quelle fornite dall'Irpet.