LOS ANGELES. I musei americani accusati di avere acquistato opere d'arte rubate dall'Italia hanno risolto i loro contenziosi con Roma. Tutti, ad eccezione di uno dei più ricchi: il Paul Getty di Los Angeles. In vista dell'incontro di lunedì prossimo tra il direttore del museo Michael Brand e il nuovo ministro della Cultura Francesco Rutelli, il Los Angeles Times ha ricostruito la vicenda. Sottolineando due aspetti che ostacolano una soluzione: la quantità di opere di cui il Governo italiano chiede la restituzione; e il fatto che l'ex-curatrice della collezione di arte antica, Marion True, è accusata di associazione con i trafficanti d'arte. La causa penale è in corso a Roma. La restituzione dei 52 oggetti, tra cui una statua in marmo della dea Afrodite di 2.400 anni fa, rischia di penalizzare enormemente l'offerta espositiva del museo. Il Getty potrebbe cercare di imitare l'accordo raggiunto con l'Italia dal Metropolitan di New York, che ha acconsentito a restituire alcune opere a patto di poterle poi riprendere in prestito. Ma se il museo optasse oper questa strada, potrebbe compromettere la posizione di Marion True. E se il museo voltasse le spalle, alla sua ex-curatrice, la donna potrebbe unire a sua difesa informazioni compromettenti sulle politiche di acquisizione della ricca istituzione.
Le opere contese del Getty
I musei americani accusati di aver acquistato opere d'arte rubate dall'Italia hanno risolto i loro contenziosi con Roma. Tuttavia, il Paul Getty di Los Angeles è rimasto fuori dalla soluzione. Il governo italiano chiede la restituzione di 52 oggetti, tra cui una statua in marmo della dea Afrodite di 2.400 anni fa. La restituzione potrebbe penalizzare l'offerta espositiva del museo. Il Getty potrebbe cercare di imitare l'accordo raggiunto con il Metropolitan di New York, ma questo potrebbe compromettere la posizione di Marion True, l'ex-curatrice della collezione di arte antica.
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