«Ministro, ogni volta che farà esempi spagnoli mi troverà sempre d'accordo», sorride maliziosa Luxuria sull'incipit del suo intervento alla commissione Cultura della camera. E' il suo saluto al ministro Francesco Rutelli che a sorriso risponde con simile smorfia. L'onorevole di Rifondazione comunista usa il tempo a sua disposizione per illustrare quello che intende fare in commissione per giustificare la sua presenza in aula. Dice di essere la portavoce di tutto il mondo dello spettacolo, « che io ben conosco», preoccupata per i tagli della finanziaria. A Rutelli chiede impegno per tutti gli artisti, soprattutto i writers che «quando non deturpano il patrimonio artistico sono anche loro forma d'arte». Lotterà per la defiscalizzazione delle opere d'arte «oggi considerate un bene di lusso» e per l'abbassamento dell'Iva su Cd e Dvd, altre forme d'arte. Vuole dal ministro un impegno a favorire le contaminazioni tra generi e, a questo punto, sorprende tutti citando Dario Fo, Piero Angela e Giovanni Minoli. Sogna i telegiornali di una volta che dedicavano l'ultimo servizio per pubblicizzare uno spettacolo teatrale o musicale e boccia quelli di oggi che chiudono con la promozione delle fiction in onda sulle reti d'appartenenza. Una, cento, mille proposte da Luxuria. Di altro spessore i problemi che attanagliano Francesco Rutelli e il ministero dei beni culturali. «In cima alle priorità ci sono i quattrini, «troppi, maledettamente troppo pochi». Da lunedì già al lavoro «Sottoporrò al ministro dell'economia l'istituzione di una commissione tecnica, che sostanzialmente dovrà studiare gli incentivi per gli sgravi ai privati, la defiscalizzazione delle sponsorizzazioni, nuovi criteri di assegnazione dei fondi». E il Fus, afflitto da drastici tagli nella scorsa finanziaria, il mal di testa del neo ministro. «Ci attendono settimane di fuoco, rischiano di saltare interi programmi stagioni di importanti produzioni rischiano di saltare», avverte. Non c'è scampo per il cinema, avrà il 70 dei contributi quest'anno a disposizione servirà a finanziare soltanto 5 film di cassetta. Addio cinema d'autore, già in coma profondo. «La prossima settimana, incontrerò i vertici dell'Agis. In agenda a seguire vertici con altre categorie. Insomm ail primo problema da affrontare è «il riequilibrio delel risorse. So bene che il nostro governo si trova in difficoltà, i conti sono in rosso, dobbiamo corregere questa situazione gradualmente con responsabilità. Dobbiamo avere ben chiaro che il pilastro fondamentale per i beni culturali restano le risorse pubbliche, ch eun paese che non dà fondi alal cultura è un paese che si suicida, ma allo stesso tempo dobbiamo accrescere l efonti di finanziamento che ci arrivano dai privati». Soldi, soldi, soldi. Ma dove trovarli? Ovvio, non facendo entrare l agente gratis nei museicome il 2 giugno «un successo», perché «deprezzerebbe» quel valore. Rutelli indica la via del turismo culturale, una risorsa per il nostro paese. A patto però che si creino «grandi eventi culturali di respiro internazionale», come potrà essere nel 2007 il centenario di Galilei. «Dobbiamo uscire dal triangolo dei bermuda, ovvero dai turisti in calzoncini», parola di ministro.