FIRENZE. Le torri di San Gimignano sembra poterle toccare con un dito. Il convento di San Domenico è in pieno centro storico, a qualche centinaia di metri da piazza del Duomo, dentro le mura medievali della cittadina toscana. Uno scenario incomparabile per la sua bellezza. Con l'appetito di chi vuole speculare e fare affari sempre in agguato. Peccato però che questa volta ad avere fame sia il demanio pubblico, visto che non ne vuole proprio sapere di trasferire l'ex convento all'amministrazione comunale, decisa a realizzare un nuovo teatro, giardini pubblici e luoghi di incontri. Il demanio, diramazione del ministero del Tesoro, non è dello stesso avviso. Meglio fare un albergo a cinque stelle per ricchi americani o giapponesi. Almeno, questo è il volere esclusivo dell'agenzia, che ha deciso di metterlo sul mercato privato per fare cassa, scatenando la protesta di tutti. Prima però il demanio dovrà fare i conti con il comitato di cittadini e con il sindaco Marco Lisi, che non hanno nessuna intenzione di far andare in porto questo affare. La storia è incredibile. Come è incredibile la voglia dello Stato di evitare che l'intera struttura, definita dall'Unesco bene dell'umanità, come l'intero centro storico di San Gimignano, cada in mani pubbliche. Meglio un privato. Nel frattempo un primo tentativo è andato a vuoto. «Era un'operazione già fatta con una società che aveva la sede a Kuala Lumpur, capitale della Malesia, finanziata dalla banca Imi San Paolo - racconta il sindaco di San Gimignano, Marco Lisi - sono stato io a bloccare il progetto, che prevedeva un albergo superlusso da ottanta camere con trecento posti macchina. E per farlo si sarebbe dovuto sbancare un'intera collina fragilissima. Il bello è che quella operazione fu favorita proprio dal demanio, che aveva già un accordo verbale con la Sovrintendenza». Andato a vuoto il primo colpo, 11 pericolo però è sempre in agguato. E non è che il ministro dei Beni e attività culturali, Giuliano Urbani, pur avendo garantito il suo interessamento al sindaco Lisi, stia facendo qualcosa per salvare il destino del convento. «Ci siamo visti -ricorda Lisi - ha detto che si sarebbe occupato della cosa. Ma non ho mai avuto nessuna risposta». Né è bastato, per il momento, l'appello sottoscritto da più di cento personalità del mondo della cultura (tra cui Franco Cardini e Antonio Paolucci), esponenti della politica (Rosy Bindi, Enrico Boselli), europarlamentari di tutti i partiti; anche la Regione Toscana è in prima fila a difesa dell'ex carcere con l'assessore alla cultura Martella Zoppi. Legambiente, con il suo treno dei Sapori ha fatto tappa a San Gimignano, per salvare il convento. È proprio quello che tenterà di fare l'amministrazione comunale di San Gimignano. Non si preannuncia, però, una impresa facile. Il Comune, come prevede l'ultima finanziaria, ha chiesto al demanio di acquistare l'ex carcere. Ma hanno risposto di no. Come hanno detto di no all'ipotesi di costituire una società mista, pubblico-privata, per la ristrutturazione e la gestione del convento di San Domenico. «L'atteggiamento paludoso da muro di gomma sta facendo degradare il bene e sta facendo danni al Comune di San Gimignano e allo Stato Italiano» commenta polemicamente il sindaco. Nel 2006 ci sarà la verifica degli spazi Unesco non è possibile lasciare il patrimonio in questo forte degrado. Le responsabilità del demanio sarebbero enormi e non sarebbero da meno quelle dello Stato italiano. Il demanio pensa che l'unico modo per valorizzare la struttura sia quello di fare un albergo superlusso. «Ho ogni giorno file di imprenditori che ci farebbero volentieri un mega albergo. Solo che non è la nostra previsione urbanistica. Un albergo sarebbe una tragedia sotto questo aspetto» aggiunge il primo cittadino di San Gimignano. Per capire bene come potrebbe finire questa storia non resta che aspettare il prossimo 30 agosto. Per quella data il demanio dovrà dare il proprio parere sulla richiesta di acquisto del convento fatta dall'amministrazione. «Se non risponderanno, o spareranno cifre assurde, non escludo azioni clamorose, come il picchettaggio davanti all'agenzia del demanio a Roma in via del Quirinale» conclude Marco Lisi. La storia. Un complesso dell'anno mille FIRENZE. Inserito nella prima cinta muraria di San Gimignano, il complesso architettonico dell'ex convento di San Domenico ed ex carcere, fu realizzato negli anni mille. La struttura fu costruita su un antico nucleo abitativo risalente qualche migliala di anni prima, come confermano alcuni reperti etruschi rinvenuti sul posto. L'importanza di questo nucleo abitativo definito "castrum" fu riconosciuta da Ugo, re d'Italia che con un suo atto del 30 agosto 929, dispose che il castrum venisse posto sotto la giurisdizione del vescovo di Volterra. La costruzione vera e propria del convento di San Domenico, tra il 1353 e il 1496, proseguita poi nei secoli successivi, fu a carico del Comune e dei cittadini di San Gimignano. La sua trasformazione in carcere, predisposta dal Granduca nella prima metà del XIX secolo, venne subita dai cittadini di San Gimignano e mai accettata. Tanto che il progettista a cui furono affidati i lavori di adattamento del convento in carcere, l'architetto Giovanni Battista Silvestri, anche per rispondere ai desideri dei cittadini non modificò le strutture portanti, probabilmente nella convinzione di un futuro uso a fini religiosi. E il Comune nel chiedere, circa ventitré anni fa, la qualifica di bene culturale del complesso adibito a carcere, mise proprio in evidenza la scelta dell'architetto Silvestri. Proprio la caratteristica di bene culturale spinse il ministero di Grazia e Giustizia a costruire le nuove carceri, lontane dal centro storico di San Gimignano, riconosciuto dall'Unesco, primo in Italia, come patrimonio mondiale dell'umanità, per le sue caratteristiche e la qualità dei beni culturali, fra cui l'ex convento. Per tutte queste ragioni l'amministrazione comunale di San Gimignano ritiene che il complesso di San Domenico non possa essere assimilato come un qualsiasi bene immobile appartenente al patrimonio demaniale.
l'Unità
3 Giugno 2003
✓ Entità verificate
362003 - Ora vendono un pezzo di San Gimignano
OS
Osvaldo Sabato
l'Unità
Il convento di San Domenico a San Gimignano, in Toscana, è stato messo in vendita dal demanio pubblico, che vuole trasformarlo in un albergo di lusso. L'amministrazione comunale, invece, vuole acquistarlo e trasformarlo in un luogo di incontro e cultura. Il sindaco di San Gimignano, Marco Lisi, ha bloccato un precedente tentativo di vendita, che prevedeva un albergo con 80 camere. Il demanio ha già un accordo verbale con la Sovrintendenza, ma il ministro dei Beni e attività culturali, Giuliano Urbani, non ha fatto nulla per salvare il convento.
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo
📰 Articoli dello stesso autore
l'Unità · 28 Feb 2003
Il sindaco al ministro:"Subito i Grandi Uffizi" - Oggi faccia a faccia decisivo. Domenici chiederà a Urbani il progetto per il nuovo museo
l'Unità · 27 Feb 2003
Fermi i Grandi Uffizi, manca il progetto - Senza progetto, che ministero e soprintendenze non riescono a fare, non arrivano i soldi. E tutto si blocca
l'Unità · 4 Giu 2003
Italia in vendita. San Gimignano si ribella all'esproprio
l'Unità · 1 Ago 2003
La fionda di Domenici sui soprintendenti
l'Unità · 17 Mar 2005
FIRENZE : Sul parcheggio alla Fortezza basta con i veleni
la Repubblica · 25 Mar 2005
Non strangolate i negozi storici di Firenze
l'Unità · 28 Lug 2005
Maggio, il giorno della verità
l'Unità · 3 Set 2006
Polemiche su Monticchiello, scende in campo Rutelli
l'Unità · 12 Set 2006
Martini: "Non sarò io a bloccare la TAV"
l'Unità · 2 Nov 2006
Quei giovani con le ali nella città ferita
🔗 Articoli correlati
(stesse entità · ±2 anni)
l'Unità · 13 Giu 2002
Le FAQ per capirne di più
la Repubblica · 13 Giu 2002
La bella Italia che si mette in vendita
La Stampa · 14 Giu 2002
Squilibri significativi nei conti pubblici dell'Italia
ANSA · 23 Lug 2002
Beni culturali: UIL, articolo 33 smantella sistema culturale
ANSA · 24 Lug 2002
Beni culturali: Urbani, puntiamo a triplicare le risorse
ANSA · 24 Lug 2002
Restauri: Poli Bortone (AN) a ministri, si riduca IVA
il manifesto · 16 Giu 2002
Ciampi: quei beni sono di tutti
la Repubblica · 29 Mag 2002
Monumenti in vendita? Allarme per Un decreto legge in discussione al senato
www.pierluigimantini.it · 31 Mag 2002
Le politiche delle infrastrutture nel primo anno del secondo governo Berlusconi
Panorama · 17 Giu 2002
Non si vende niente Tesori dello Stato ai privati? L'operazione del governo firmata da Ciampi lo esclude. Ecco come funziona
Corriere della Sera · 17 Giu 2002
Ora il rischio è che si svendano edifici simbolo dell' Italia minore E' in pericolo quel tessuto irripetibile che nei secoli ha disegnato la nostra identità
la Repubblica · 15 Ago 2002
L'Ulivo annuncia il referendum sulla cessione. Contrario anche il forzista Roberto Caputo Galleria, destra spaccata
www.google.it · 17 Giu 2002
Convertito in legge il decreto che istituisce la Spa patrimonio e infrastrutture Legge pubblicata su Gazzetta Ufficiale del 15 giugno 2002, n. 139. In vigore dal 16 giugno 2002
Liberazione · 18 Giu 2002
Lanzichenecchi
la Repubblica · 21 Ago 2002
Italia in vendita, arriva la lista . Da Pianosa ai siti archeologici l' elenco dei 'gioielli' in pericolo
www.artonline.it · 21 Giu 2002
Attualità: E' divorzio tra Sgarbi e il governo Licenziato il sottosegretario ai Beni culturali
www.artonline.it · 21 Giu 2002
Attualità: Per i beni culturali Sgarbi e Urbani separati in casa Le associazioni ambientaliste: Ciampi non firmi il decreto taglia-deficit
www.dsonline.it · 22 Giu 2002
Sinistra ecologista: su Patrimonio spa e infrastrutture spa propone un referendum abrogativo
Famiglia Cristiana · 23 Giu 2002
Tremonti? Robin Hood all'incontrario Economia. La riforma vista dall'Ulivo: parla Vincenzo Visco
il manifesto · 26 Giu 2002
Gli astuti vandali liberisti