BENI CULTURALI - Al Comitato di valutazione del patrimonio mondiale l'Italia proporrà i Palazzi dei Rolli di Genova L'incontro l'8 luglio a Vilnius, in Lituania - Anche il Piemonte al lavoro per proporre Langhe, Roero e Monferrato Laura Carcano Si trova a Genova il sito culturale su cui l'Italia punta per la sua prossima candidatura alla lista del patrimonio dell'Unesco. La partita si deciderà fra poco più di un mese. L'asso nella manica italiano per il 2007 sono le Strade Nuove e i Palazzi dei Rolli, nel centro storico genovese. «Il sito è già stato presentato due anni fa a livello internazionale - spiegano al ministero dei Beni culturali - il dossier di candidatura sarà sottoposto al Comitato del Patrimonio mondiale, a Vilnius, in Lituania, dall'8 al 16 luglio». I progetti di restauro finora attivati hanno messo in campo 2,35 milioni di euro di fondi pubblici. I Rolli potrebbero andare ad aggiungersi ai 40 siti Unesco italiani (due in Piemonte, le Residenze sabaude e i Sacri Monti, uno in Liguria, le Cinque Terre) sugli 812 di tutto il mondo. L'idea della candidatura di Strada Nuova, l'attuale via Garibaldi, e dei Rolli - 42 antichi palazzi delle famiglie più ricche e potenti inseriti nell'omonimo elenco che, da fine Cinquecento, a estrazione costringeva i proprietari ad accollarsi, per conto della Repubblica oligarchica, l'onere di ospitare personaggi di prestigio di passaggio in città - risale al '99, «sulla base - racconta l'architetto Anna Nicoletti, funzionario del settore Centro storico dell'assessorato all'Urbanistica del Comune - di un'iniziativa congiunta del Comune e della Spa Palazzo Ducale», nata da un'idea di Ennio Poleggi, docente alla facoltà di Architettura dell'Ateneo genovese, curatore della mostra dedicata ai Rolli nel 2004 e coordinatore del gruppo di studiosi che ha messo a punto il dossier per l'Unesco. Un percorso lungo, sostenuto per la gran parte senza risorse aggiuntive da una commissione mista con rappresentanti del Comune, dell'Università, della Soprintendenza e della Palazzo Ducale. Il documento è stato poi approfondito per l'elaborazione di un piano di gestione complesso, che passa attraverso tre aspetti fondamentali: conoscenza, protezione e conservazione, promozione culturale e valorizzazione socio-economica del sito. Nel frattempo, lo scorso ottobre è stato siglato un protocollo d'intesa per la realizzazione di tale piano di gestione - urbanistica, culturale e turistica - che sarà affidato alla Palazzo Ducale Spa, siglato dal ministero dei Beni culturali, dalla Regione, dal Comune, dalla Provincia, dall'Università, dalla Cdc e dalla stessa Palazzo Ducale. Dopo due ispezioni di incaricati dell'Unesco è arrivata la richiesta di un ulteriore arricchimento del dossier sulla parte relativa agli aspetti storici della città. Consegnato a marzo in questa nuova veste, frutto dell'elaborazione da parte della Sorpintendenza di singole schede sulle vicende dei quarantadue palazzi compresi fra via Garibaldi, via Balbi e il percorso che da via Lomellini scende a piazza Banchi, è ora in attesa di responso. «Dovràsuperare - spiega Nicoletti - le resistenze in sede Unesco che nascono dall'alta concentrazione di siti in Italia». Non a caso Poleggi ha privilegiato nella scelta iniziale il sistema dei Rolli, unico in Europa, piuttosto che una candidatura generica del centro storico. E oggi è "testimonial" di una raccolta di firme on line (sul sito www.irolli.itunesco.php) a sostegno della candidatura. Intanto al Nord-Ovest è in cantiere e sta facendo passi avanti, anche se il traguardo non è dietro l'angolo, la candidatura per inserire nella lista Unesco il paesaggio vitivinicolo di Langhe, Roero e Monferrato. «Esiste una proposta da parte dell'Italia all'Unesco e un invito del ministero alle Province di Cuneo, Asti e Alessandria a lavorare al progetto - spiega Emanuela Zanda della Direzione regionale per i Beni culturali e paesaggistici del Piemonte, che fa capo al dicastero -. Stiamo operando per individuare le aree che rispondano ai requisiti di integrità ed eccezionalità di questo paesaggio culturale frutto dell'interazione fra uomo e ambiente, con una forte personalità che ha ispirato grandi scrittori e con una straordinaria varietà di prodotti eccellenti». «Requisiti - aggiunge Manuel Roberto Guido, coordinatore dell'ufficio dell'Unesco presso il ministero - che devono tenere conto della dinamicità del paesaggio. Una riflessione che va fatta con le realtà locali e che rappresenta il valore aggiunto del riconoscimento». La Provincia di Cuneo ha affidato a Ideazione Srl la consulenza per il progetto di candidatura. «Il nostro lavoro e quello che si sta facendo nell'Astigiano e nell'Alessandrino andranno a convergere in un unico dossier e piano di gestione», spiega Daniele Manzone, ad di Ideazione. Un dossier che secondo una stima degli addetti ai lavori vale circa 200mila euro. Il territorio - aggiunge Manzone - «ha un forte interesse alla candidatura in quanto riconoscimento universale per un paesaggio di eccezionale bellezza e occasione straordinaria di valorizzazione e marketing turistico». «Il percorso della candidatura - fa notare Umberto Fava, direttore della Società consortile Langhe Monferrato Roero, agenzia di sviluppo del territorio - implica un cambiamento culturale».