La testa abbandonata all'indietro, quasi a toccare le spalle, il busto che sembra abbracciare un movimento senza fine, circolare ed estatico come quello dei dervisci. Particolari diversi di una stessa forma, rimasta fedele nel tempo per oltre duemila anni. Perché la "forma" è quella del Satiro danzante, la scultura in bronzo fatta risalire al IV secolo avanti Cristo e ripescata nelle acque del Canale di Sicilia nel 1998. L'opera - attribuita al greco Prassitele e oggi custodita nel museo di Mazara del Vallo, in provincia di Trapani - è al centro di un progetto articolato, intitolato "Conoscere la forma", ideato dal Centro studi "iGuzzini", in collaborazione con l'Istituto centrale per il Restauro di Roma e con la collaborazione scientifica del Museo Tattile statale Omero. Un progetto-evento, presentato nello spazio milanese iGuzzini (dove resterà visibile fino al 30 giugno), che intende coniugare arte, cultura ed esplorazione scientifica. Due le linee fondamentali. «Da un lato - spiega Adolfo Guzzini, amministratore delegato della iGuzzini - abbiamo voluto evidenziare le potenzialità conoscitive della luce nei confronti di una scultura; ma è anche possibile conoscere la forma attraverso la percezione tattile, creando "forme da toccare" per le persone non vedenti e ipovedenti». E per consentire entrambe queste esperienze, la scultura originale in mostra nella Chiesa di Sant'Egidio di Mazara del Vallo è stata riprodotta fedelmente, grazie a un modello digitale 3D, ricorrendo a processi basati sulla scansione laser. Il modello è stato poi tradotto dalla dimensione virtuale a quella fisica, utilizzando sofisticate tecniche e diversi materiali, come la cera e il bronzo, e ha quindi ispiratoquattro diverse interpretazioni, che si sono avvalse di uno speciale sistema di controllo della luce. Quattro gli autori coinvolti nell'operazione: da Vincenzo Cerami a Gillo Dorfles, da Angelo Mombelli a Paolo Moreno. «La luce è un punto di vista - dice Cerami, scrittore e sceneggiatore - e scrivere una storia significa sceglierne uno». Il suo Satiro danzante è una progressiva esplosione luminosa: da una primordiale sagoma, stilizzata sullo sfondo di un'alba livida, la figura dinamica di un guitto si libra nell'ebbrezza dionisiaca. È invece apollineo e terso il "Satiro danzante" proposto dall'artista-designer-estetologo Gillo Dorfles, equilibrio di temperatura colore, mentre l'interpretazione di Mombelli sceglie luci fredde per azzerare i riflessi e consentire una migliore percezione agli ipovedenti, e l'archeologo Moreno privilegia toni quasi crepuscolari. Per l'illuminazione è stata utilizzata una speciale struttura circolare sospesa sull'opera, formata da singoli proiettori gestiti da un sistema di controllo, che permette di creare una scena luminosa complessa, in base alla "regia" degli autori. Fondamentale, per la realizzazione di questo progetto, è stata la collaborazione della Soprintendenza ai beni culturali e ambientali di Trapani, che ha concesso nel 2005 l'autorizzazione a realizzare la copia del Satiro. «La sperimentazione illuminotecnica effettuata sul modello della scultura - dice il soprintendente di Trapani, Giuseppe Gini - ha certamente prodotto valore aggiunto per la fruizione dell'opera. Un sistema di questo tipo potrebbe anche essere utilizzato, in futuro, per illuminare l'originale del Satiro danzante, anche in vista di una nuova collocazione della statua nell'abside della Chiesa di Mazara del Vallo». SILVIA SPERANDIO s.sperandioilsole24ore.com
Anche opere di Cerami e Dorfles ispirate dalla scultura
Un progetto articolato intitolato "Conoscere la forma" è stato presentato nello spazio milanese iGuzzini, che intende coniugare arte, cultura ed esplorazione scientifica. Il progetto è basato sulla scultura in bronzo del "Satiro danzante", attribuita al greco Prassitele e risalente al IV secolo a.C. La scultura originale è stata riprodotta fedelmente utilizzando un modello digitale 3D e tecniche di scansione laser. Quattro autori hanno creato diverse interpretazioni della scultura, utilizzando uno speciale sistema di controllo della luce.
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