In questi giorni sono stati elaborati i dati delle vendite librarie 2005. Diremo semplicemente, per non far piovere una marea di cifre su questa pagina, che catene, centri commerciali e punti di grande distribuzione hanno aumentato del 15 il loro fatturato, mentre le librerie indipendenti soltanto dell'1,3; il che non è nemmeno il valore dell'inflazione. Aggiungiamo che i libri allegati ai giornali ormai valgono metà del venduto dei ricordati spazi indipendenti. Sono dati che si prestano a molte considerazioni e chi ce li ha mostrati è Giuliano Vigini, cuore e braccio dell'Editrice Bibliografica, saggista, nonché presidente del «Premio Alassio per l'editoria» (che quest'anno premierà la Morcelliana di Brescia). Egli ci ricorda che è in atto una «rivoluzione distributiva». Parole che applicate alla realtà milanese dovrebbero indurci a riflettere, perché i piccoli negozi di quartiere e quelli storici, nonché gli editori di qualità (numerosi operano a Milano) sono costretti a scelte sempre più difficili e non sempre possono sopravvivere con la narrativa di massa. Diremo innanzitutto che l'area commerciale del Milanese vale il 25 del venduto nazionale di libri (la Lombardia il 26,7); la sola Milano è al 17,1 (Roma al 15,7). Dei 170 circa titoli al giorno novità, ristampe ecc. pubblicati in Italia, sotto la Madonnina si decide la sorte di un quarto di essi. In particolare va ricordato che la nostra città è «duomocentrica»: nella zona centrale si trovano i più importanti punti-vendita. Per questo le competenti autorità dovrebbero porsi la questione della sopravvivenza delle librerie indipendenti, essenziali per la cultura, le quali stanno attraversando mille difficoltà, a cominciare dal problema degli affitti. Lo abbiamo già notato, ma lo ripetiamo: non è un buon segno il fatto che in Galleria a Milano siano state chiuse, con il nuovo Millennio, tre librerie. Certo, le vendite di libri con Internet stanno correndo (nel 2005 sono aumentate del 44,8) e Milano è in testa anche in tal caso. Ma è altresì vero che un segnale positivo viene dalla giovane editoria milanese. Segnaliamo, tra i possibili, il caso del titolare della Luni, Matteo Luteriani, che dopo aver ristrutturato negli anni scorsi la sua produzione ha dovuto per non soffocare acquisire dei marchi di distribuzione e ora, da Mondadori, ha rilevato anche la storica libreria Le Monnier di Firenze. La inaugurerà il 19 giugno. Chi scrive sa che questo piccolo ma raffinato editore ha incontrato a suo tempo Enrico Cuccia. Qualche politico ne ha sentito parlare? O forse è meglio che continui a combattere da solo?