Frammenti di anfore incollati alla meglio e peggio. Gli acquirenti sono soprattutto danarosi turisti di passaggio. A loro erano destinati, probabilmente gran parte dei pezzi recuperati ieri dalla guardia di finanza e quelli individuati negli anni passati. E sono veramente tanti. Basti pensare che nel 2005 le fiamme gialle hanno sequestrato in Italia 28.752 reperti (1.900 monete, 99, tra quadri, pitture e disegni, 33 sculture, 18.786 pezzi di vasellame, 7.934 oggetti antichi). Già lo scorso anno i militari della guardia di finanza di Portici-Ercolano trovarono proprio nella stessa zona in due abitazioni nei pressi di corso Resina anfore vinarie in argilla di epoca romana e punica, risalenti al periodo che va dal terzo secolo avanti Cristo al primo dopo Cristo. I pezzi sequestrati ieri, invece, erano accuratamente conservati e avvolti in panni di lana, lontani dagli occhi indiscreti. Ovviamente, non è un caso che proprio all'ombra del Vesuvio i recuperi siano frequenti, visto la presenza nell'area di tre grandi città dell'antichità (Ercolano, Pompei e Oplonti) solo parzialmente riportate alla luce. Due dei vasi ritrovati ieri, secondo gli esperti della sovrintendenza i beni archeologici di Pompei che li hanno esaminati, sarebbero stati trascinati in mare dalle abitazioni dell'antica Ercolano durante l'eruzione del 79 dopo Cristo. Prima erano serviti per conservare le derrate alimentari in una delle tante ville della zona. In questo caso, dunque, la datazione è precisa. Quello che invece, per il momento, resta oscuro è il momento del ritrovamento: «Quando si intercettano oggetti del genere nelle abitazioni private - spiega Maria Paola Guidobaldi, direttrice degli scavi di Ercolano - bisogna capire quando realmente sono state recuperate dal mare; difficilmente, infatti, sono state ritrovate l'altro giorno. Ma è molto difficile stabilire da quanto tempo sono state riportate alla luce». Sembra certo, invece, che si tratti di oggetti pescati perché hanno incrostazioni lungo le superfici interne ed esterne. Probabilmente le anfore vinarie erano parte del carico di una delle tante navi che allora portavano merci in tutto il Mediterraneo che, non dimentichiamolo, era la principale via di trasporto. Anche per questo i fondali vengono setacciati dai pescatori locali con le reti a strascico.