Principe di Napoli, è ormai fatiscente e usata come campo di calcio e ricovero dei clochard. Scandalizzati i turisti Frana un cornicione della Tesoreria. "Ma qui è la norma " ALLE quattro e mezzo in punto, i bambini, Super Santos sotto il braccio, iniziano a giocare il loro mondiale. Il pallone rimbalza sulle saracinesche abbassate, sui marmi infranti del pavimento, sugli stucchi già lesionati. Perché il campo di calcio in questione è la Galleria Principe di Napoli. Quella che i Savoia inaugurarono nel 1883 come il salotto buono della città ora è una struttura fantasma nel centro dell'itinerario turistico. Il Museo Archeologico è solo di fronte. L'altra notte, parte del cornicione interno, sopra l'ingresso degli uffici della Tesoreria Comunale, è franato sul pavimento. Ieri mattina i vigili del fuoco sono intervenuti transennando l'area. «Lavoriamo in locali fatiscenti da venti anni - si sfoga un impiegato della Tesoreria - ma è l'intera galleria che è lasciata al degrado da troppo tempo. Basta un po' di vento a far cadere altri vetri, come è già successo. Siamo stati fortunati finora a rimanere illesi». Solo due giorni fa, una troupe ha girato qui il nuovo spot della Lottomatica con Lello Arena. Terminate le riprese, le finte lampade e la scenografia che migliorava il contesto sono state smontate. Sabine e Uwe, dalla Germania, chiedono a un passante perché la galleria sia tutta vuota, i locali chiusi. Sono stupiti, guardano in alto gli stucchi. Due turisti inglesi, appena usciti dal Museo Archeologico, si soffermano:«It's so nice». È cosi bella. Valeria e Natascia, invece, vengono da Varese: «Somiglia molto alla Galleria Vittorio Emanuele di Milano - dicono - è un peccato che sia lasciata in questo stato, un vero e proprio spreco. Il Comune stesso potrebbe trarre giovamento dal recupero di un posto come questo». Sotto il porticato che da su via Pessina, una piccola comunità di clochard ha delimitato con transenne e cartoni il suo spazio. Uno di loro, con accento dell'est, si presenta: «Non ho un nome, non ho soldi, non ho casa». Cerca una sigaretta da tenere tra le dita che tremano. La Galleria fantasma per qualcuno è diventata l'unica abitazione possibile. Il tetto di fortuna sotto cui ripararsi. Ma qualcosa sta per cambiare. E agli interventi d'urgenza dovrebbe seguire presto un ampio piano di riqualificazione dello spazio. A spiegarlo è l'assessore al Patrimonio Ferdinando Balzamo. «Entro settembre dovremmo riuscire a partire con il restauro delle parti comuni della galleria. Vale a dire gli ingressi, le facciate interne e la pavimentazione - spiega -. Nel piano di manutenzione approvato lo scorso mese è previsto un intervento per due milioni e novecentomila euro». Ad accollarsi le spese per il restauro dei locali interni, invece, saranno i commercianti selezionati per l'apertura dei nuovi esercizi commerciali. Le richieste di chi ha fatto domanda non sono state ancora valutate. «Non c'è stata una grande partecipazione -continua Balzamo-ma il nostro bando era molto selettivo. E poi, a Napoli, quando si chiede agli imprenditori di investire non c'è una grande risposta». Entro la fine dell'anno è prevista l'apertura di un secondo bando del Comune per assegnare un nuovo lotto di locali. Quelli costituiti dalla Tesoreria e dagli uffici dei Vigili Urbani che saranno trasferiti altrove. E allora, forse, i 3.820 metri quadri della Galleria Principe di Napoli potrebbero tornare all'antico splendore. Ma intanto il campo di calcio è ancora aperto. Oggi, alla stessa ora, palla al centro, si gioca.
Crollo nella Galleria al Museo
La Galleria Principe di Napoli, un luogo storico e turistico, è stata lasciata al degrado per troppo tempo. Il cornicione interno della Tesoreria Comunale è stato franato, e il campo di calcio all'interno della galleria è stato utilizzato dai clochard. I turisti sono stati scandalizzati, ma alcuni hanno espresso la speranza che il Comune possa trarre profitto dal recupero del luogo. L'assessore al Patrimonio Ferdinando Balzamo ha annunciato che entro settembre dovrebbe iniziare il restauro delle parti comuni della galleria, con un budget di due milioni e novecentomila euro.
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo