Cagliari, un convegno sul rapporto tra le strutture conservative e il territorio Beni culturali, Elisabetta Pilia anticipa la nuova legge CAGLIARI. Qual è il ruolo del museo all'interno della società contemporanea? E come questo spazio deve trasformarsi, in sintonia con i cambiamenti culturali, scientifici e tecnologici? La globalizzazione, d'altra parte, impone oggi la necessità di un nuovo rapporto tra apertura e ricerca dell'identità. Occorrono quindi nuovi strumenti e una riflessione per capire e orientare il futuro di queste strutture. Un importante momento in questa direzione è offerto dal convegno che si apre stamane alle 9 nella Galleria Comunale d'Arte ai Giardini Pubblici. «Il museo nella città e nel territorio: un cantiere per costruire l'appartenenza» è infatti la manifestazione allestita dall'Animli, la più antica associazione museale italiana (raccoglie 500 musei italiani) che per la prima volta si riunisce in Sardegna. I relatori, gli studiosi e gli addetti ai lavori che interverranno, tra oggi e domani tenteranno di fare un primo punto sulla situazione nazionale, individuando le linee di evoluzione del settore. I cambiamenti culturali da tempo hanno scosso le fondamenta su cui hanno sempre poggiato queste strutture. È importante quindi discutere di principi generali come delle finalità e degli obiettivi istituzionali, come ancora, del rapporto di questi luoghi con il territorio e la sua comunità. Uno spazio dei lavori sarà dedicato anche al tema delle professioni dei musei, elaborato nella «Carta» nazionale, che sarà presentata e discussa assieme ai professionisti sardi. Ad aprire i lavori una relazione «Verso una legge per i Beni Culturali della Sardegna» dell'assessore regionale alla pubblica istruzione, Elisabetta Pilia. Seguirà il direttore regionale per i Beni Culturali Paolo Scarpellini con «I luoghi della cultura: un'integrazione possibile». Francesco Barocelli dell'Università di Parma parlerà de «Il museo tra conservazione e valorizzazione. Questioni e problemi aperti tra "norma e forma"». «I musei delle Province: problemi, differenze, prospettive» è il tema dell'intervento di Clara Gelao della Pinacoteca «Corrado Giaquinto» di Bari, mentre Guido Guerzoni della Bocconi di Milano disquisirà su «Musei, economia, territorio». A seguire Chiara Tosini descriverà il sistema museale della Provincia di Rovigo, mentre Paola Marini (Verona) si soffermerà sul rapporto tra musei e mostre. Al pomeriggio aprirà i lavori Anna Maria Montaldo direttrice della Galleria comunale di Cagliari con una relazione su «Musei e pubblico». Maria Elisa Tittoni descriverà all'uditorio l'organizzazione dei servizi culturali per i musei e i beni territoriali del Comune di Roma, mentre Chiara Siila di Firenze parlerà de «Le attività educative tra riforma della scuola, consumo turistico e politiche degli eventi». Fabio Donato (Ferrara) relazionerà su «Il management dei musei tra risorse finanziarie e risorse intangibili». Interventi finali di Raffaella Martino e Antonello Stella di Napoli e Paolo Pique-reddu dell'Istituto Etnografico («Musei e beni immateriali»). Domani dalle 9,30 tavola rotonda sulla «Carta delle professioni museali» e con i rappresentanti delle diverse associazioni museali italiane.
Museo, tra memoria e futuro
Stamane a Cagliari si apre il convegno "Il museo nella città e nel territorio: un cantiere per costruire l'appartenenza". L'evento, organizzato dall'Animli, è dedicato al rapporto tra le strutture conservative e il territorio. I relatori e gli studiosi discuteranno di principi generali, finalità e obiettivi istituzionali, del rapporto di questi luoghi con il territorio e la sua comunità. Saranno presentate anche le Carta nazionale delle professioni dei musei e la relazione "Verso una legge per i Beni Culturali della Sardegna". Il convegno si svolgerà fino a domani, con una tavola rotonda sulla Carta delle professioni museali.
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