Da banda di falsi intenditori SI PRESENTAVANO come parenti di un celebre antiquario di Palermo e, sfoggiando ricchezze e passione per l'arte, cercavano abilmente di fregare le loro vittime predilette, gli antiquari, acquistando con assegni postali scoperti preziosi oggetti di antiquariato. Per questo quattro giovani di Castrovillari, Randazzo, Gavino Monreale e Pinerolo, difesi dagli avvocati Paolo Florio, Pietro Fioravanti e Marco Passagnoli, sono sotto accusa per associazione a delinquere finalizzata alle truffe. Dei loro raggiri hanno fatto le spese parecchi antiquari, fra cui uno con negozio in via Santo Spirito, che nel settembre 2004 si lasciò convincere a consegnare ai truffatori tre vasi di porcellana del valore di oltre 10 mila euro in cambio di un assegno poi risultato scoperto. Fu lui a lanciare l'allarme e qualche giorno più tardi i suoi colleghi antiquari di via Maggio, visitati dai truffatori, avvertirono i carabinieri del Nucleo tutela patrimonio artistico.
Raggirati gli antiquati d'Oltrarno
Da banda di falsi intenditori SI PRESENTAVANO come parenti di un celebre antiquario di Palermo e, sfoggiando ricchezze e passione per l'arte, cercavano abilmente di fregare le loro vittime predilette, gli antiquari, acquistando con assegni postali scoperti preziosi oggetti di antiquariato. Per questo quattro giovani di Castrovillari, Randazzo, Gavino Monreale e Pinerolo, difesi dagli avvocati Paolo Florio, Pietro Fioravanti e Marco Passagnoli, sono sotto accusa per associazione a delinquere finalizzata alle truffe. Dei loro raggiri hanno fatto le spese parecchi antiquari, fra cui uno con negozio in via Santo Spirito, che nel settembre 2004 si lasciò convincere a consegnare ai truffatori tre vasi di porcellana del valore di oltre 10 mila euro in cambio di un assegno poi risultato scoperto. Fu lui a lanciare l'allarme e qualche giorno più tardi i suoi colleghi antiquari di via Maggio, visitati dai truffatori, avvertirono i carabinieri del Nucleo tutela patrimonio artistico.
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