ROMA - «Siamo in stato d'agitazione dal 19 maggio, e dal 15 giugno attueremo una serie di scioperi locali unitari», dice Libero Rossi, Cgil: i sindacati minacciano un'estate difficile per i musei, se non verranno affrontati e risolti con urgenza una serie di problemi legati al personale. In testa a tutti, «la sistemazione dei lavoratori precari, che, tra quelli impiegati per il Giubileo e quelli che le domeniche erano addetti ai musei, sono circa 2.300 persone; poi, un centinaio di "co.co.co.", collaboratori continuati e coordinati, che, in realtà, svolgono il loro lavoro con le caratteristiche dei normali dipendenti, orari compresi». Ma, ancora, i sindacati premono perché siano risolti i problemi di riqualificazione del personale, «affrontati, finora, con le risorse economiche, quindici miliardi delle vecchie lire, del personale medesimo»; e protestano anche per la notevole riduzione delle spese per il funzionamento degli uffici, delle soprintendenze, degli stessi musei, oltre che degli archivi e delle biblioteche. «Sono già iniziate le assemblee di preparazione a questa mobilitazione», dicono, «ed ora pensiamo a scioperi su scala regionale». All'ordine del giorno, vi sono anche altri temi, compresa la destinazione al personale di una quota del 3 per cento delle spese per le infrastnitture che dovrebbe essere attribuito al Ministero; ma profondo è il malessere anche «per l'affidamento, quasi in regime di monopolio, di una serie di servizi ad un unico gestore, che non ci sembra faccia assolutamente risparmiare gli uffici delle soprintendenze, i cui fondi a disposizione sono già stati, nell'ultimo biennio, pesantemente ridotti, fino a mettere a repentaglio lo stesso funzionamento di alcuni archivi e di svariate biblioteche». A questi temi, già di per sé di difficile soluzione, ora si affianca anche il problema della riforma del Ministero: «La bozza ci è stata sommariamente illustrata», dicono sempre i sindacati, «soltanto due giorni fa, e va ancora esaminata con attenzione. Se una certa filosofia di fondo potrebbe anche non trovarci in disaccordo, troppe ci sembrano invece le incongruenze; anche l'aumento nel numero dei direttori generali, che, per giunta in tempo di federalismo, soltanto al centro da otto passano a tredici. Solo per lo Sport e lo Spettacolo, si prevedono tre direzioni generali per un totale di 163 dipendenti, cioè una ogni 54 persone». Specialmente in estate, gli scioperi ai Beni culturali, che significano la chiusura dei musei statali, fanno certamente parecchio male; e a questo, si aggiunge (lo dice Gianfranco Cerasoli, segretario generale della Uil-Beni culturali) «il rischio che la riforma, invece di risolvere gli attuali problemi, possa diventare una controriforma».
E dal 15 giugno partono gli scioperi su co.co.co e formazione
I sindacati Cgil e Uil-Beni culturali minacciano una serie di scioperi locali unitari a partire dal 15 giugno, se non vengono affrontati e risolti con urgenza una serie di problemi legati al personale e al funzionamento dei musei. I problemi in questione includono la sistemazione dei lavoratori precari, la riqualificazione del personale, la riduzione delle spese per il funzionamento degli uffici e delle soprintendenze, e la destinazione di una quota del 3 per cento delle spese per le infrastrutture al Ministero. Inoltre, i sindacati protestano contro l'affidamento di servizi ad un unico gestore e contro la riforma del Ministero, che potrebbe diventare una controriforma.
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