Valorizzazione del territorio e dei prodotti tipici Mare, montagna e prodotti della terra per rilanciare, anche sul versante turistico, alcune aree che ospitano parchi nazionali e regionali. È l'obiettivo dei Marchi d'area, un progetto realizzato dall'agenzia ministeriale Italia lavoro, che coinvolgerà i parchi del Cilento, del Salento, del Gran Sasso e dell'Adamello. Un modo per rilanciare l'economia locale, il turismo, ma soprattutto per valorizzare tenitori e produzioni tipiche locali, generando occupazione. «Questa operazione», ha sottolineato Domenico Bova, responsabile del progetto Marchi d'area, «intende creare un modello esportabile anche in altre zone e in altri parchi italiani e, attraverso veri e propri marchi geografici, sensibilizzare i residenti circa le valenze del loro territorio, coinvolgendo i produttori di tipicità locali in un distintivo di appartenenza che diventi un riferimento preciso in Italia e all'estero. In sostanza, vogliamo far sì che il settore turistico-alberghiero, i ristoratori, l'artigianato locale prendano coscienza del valore di un Marchio d'area che può davvero fare la differenza, in termini di qualità e di specificità. Altri due obiettivi sono, da un lato, aiutare e supportare le imprese a qualificarsi e, dall'altro, creare nuova occupazione». Altra sfida è quella relativa alla cosiddetta promozione diffusa, cioè attivare nuove forme promozionali del territorio attraverso itinerari gastronomici, culturali, profondamente legati alle aree di riferimento. Per l'operazione dei Marchi d'area, il governo ha erogato un finanziamento di 3,5 milioni di euro, mentre i quattro parchi coinvolti hanno contribuito con un fondo di circa 600 mila euro: oltre 4 milioni a disposizione, dunque, per una sfida che ben si coniuga con gli elementi di unicità, tipicità e autenticità richiamati dal vicepremier e ministro del turismo, Francesco Rutelli, per tornare a essere competitivi sui mercati turistici. Per l'ottenimento del marchio, artigiani, viticoltori, consorzi agricoli e albergatori dovranno rispettare determinate caratteristiche, previste da un apposito regolamento a disposizione degli operatori interessati a qualificarsi e a condividere un progetto di rilancio economico. La prima tappa del percorso di sensibilizzazione è stata il Cilento. «Una terra», ha ricordato il presidente del parco, Giuseppe Tarallo, «dove Ancel Keys, inventore della dieta mediterranea, ha fatto conoscere al mondo i segreti del buon mangiare e del buon vivere. Una terra che ospita anche una stazione faunistica per l'osservazione degli animali, all'interno del parco nazionale che si estende per 181 mila ettari, secondo solo al Pollino, e un'area che ospita anche il sito archeologico dell'antica città di Velia, dove sono visitabili innumerevoli reperti in un panorama dominato da una flora non solo mediterranea». Marchi di un'Italia unica, dunque, che possono riqualificare anche il turismo di tenitori ingiustamente snobbati da molti turisti italiani e stranieri.