La maledizione degli Asburgo: 40 anni e ancora i lavori non sono finiti La cartolina ritrae piazza Abramo Massalongo nei primi decenni del Novecento. È un giorno di festa, lo si capisce dalla bandiera con lo stemma sabaudo al balcone del salone nobile di Villa Pellegrini. Il palazzo era appartenuto alla famiglia Pellegrini, probabilmente costruito ex novo dopo il 1745 e il parco di pertinenza antistante la dimora è diventato l'attuale piazza. Nell'edificio aveva trovato posto anche la Pretura mandamentale mentre a fianco, precedute da un alto muro, si notano le carceri distrettuali, unico esempio in valle di costruzione militare austriaca e oggi demolite per far posto al nuovo municipio, progettato dall'architetto Paolo Portoghesi. A fianco delle carceri c'è il palazzo dell'ex catasto, tuttora esistente anche se non più con la stessa funzione. Dopo quasi quarant'anni (risale infatti al 1968 l'abbattimento delle ex carceri austriache) trova finalmente compimento il progetto di nuovo municipio. Alla Soprintendenza erano stati presentati ben 16 diverse soluzioni, tutte bocciate, e la cosa aveva assunto il colore giallo-nero di una maledizione degli Asburgo, fino alla presentazione del progetto di Portoghesi che ha ottenuto il consenso. Non sono tuttavia mancate ancora le difficoltà, legate alla ditta appaltatrice e alla sospensione dei lavori per il consolidamento dell'adiacente Villa Pellegrini, ma ormai il peggio è passato ed entro l'anno dovrebbe essere chiuso il cantiere. Per il restauro della villa un mutuo di 258mila euro è stato concesso dall'Istituto regionale per le ville venete, assieme a un contributo di 25.800 euro a fondo perduto per i restauri delle pitture. A fronte di questi finanziamenti sono stati imposti i vincoli che la villa sia visitabile dal pubblico in giorni e orari da concordare in una convenzione con l'Istituto per le ville venete e la riserva di poter apportare eventuali modifiche al progetto in accordo con la Soprintendenza. L'ex sala consiliare, con gli affreschi settecenteschi di Andrea Porta, ritornerà alla sua funzione originaria e diventerà anche salone di rappresentanza. Il nuovo municipio di Portoghesi si affianca alla struttura settecentesca senza disturbarla, perché tutto il movimento gioca su vuoti e pieni usando tre elementi: pietra della Lessinia, ferro e vetro. È l'unica opera dell'architetto contemporaneo realizzata nel Veronese e gli schizzi, i disegni, i modellini, nonché foto delle parti già realizzate, sono state inseriti nella recente mostra dedicata a Portoghesi alla Basilica Palladiana di Vicenza. La sistemazione finale prevede un salone d'ingresso al piano terra del municipio nuovo e la presenza degli uffici di protocollo, anagrafe, polizia municipale e assistente sociale. Al primo piano ci saranno gli uffici di segreteria, tributi e ragioneria. Due aperture sui lati permetteranno di accedere alla villa storica dove in corrispondenza del primo piano ci saranno gli uffici del sindaco e degli assessori e la sala consiliare, nonché all'ex catasto destinato a ospitare l'ufficio tecnico del Comune. (v.z.)