È partito ieri il restauro in stile 'grande fratello' per il pulpito ligneo della Chiesa di San Pietro in Valle, gioiello di architettura barocca fanese terminato nel 789 dc e passato in proprietà al Comune di Fano nel 1860 in seguito alla soppressione delle congregazioni religiose. Da ieri i fratelli Bischi di Urbino, specializzati nel restauro di reperti lignei, sono al lavoro, all'interno della chiesa, sotto potenti riflettori e... gli occhi di cittadini e curiosi. Un restauro 'aperto al pubblico': è proprio questa la prima caratteristica dell'intervento programmato dall'assessorato alla cultura del Comune che ha stanziato 40mila euro per il recupero degli arredi lignei, fra cui il pulpito del XVII secolo, un inginocchiatoio e altri elementi d'arredo. Le parti strutturali dell'edificio, invece, rientrano fra le competenze dell'assessorato ai lavori pubblici e conservazione dei beni culturali. Il restauro, approvato dalla Soprintendenza per il patrimonio storico e artistico delle Marche, andrà avanti per almeno due mesi, in tempo per le rassegne d'arte e di canto che, tradizionalmente, sono in programma a settembre. Prima missione è mettere a dieta i tarli che, nel tempo, hanno banchettato a volontà e scavato lunghe gallerie nei legni della chiesa. Come è stato sottolineato dall'assessore alla Cultura Davide Rossi e dal dirigente del settore cultura Claudio Giardini, al restauro seguirà una valorizzazione complessiva dell'edificio completata dalla ricollocazione nelle cappelline originarie dei preziosi dipinti attualmente custoditi alla pinacoteca. "Inoltre -spiega Rossi- ho già espresso al Vescovo il desiderio di consacrare nuovamente al culto la chiesa, magari per una funzione domenicale e per la celebrazione di matrimoni". Altro intervento piuttosto urgente per salvaguardare arredi e quadri dall'umidità è la realizzazione di una cancellata all'ingresso per mantenere areata la parte inferiore dell'edificio. Restando in tema di recupero di beni culturali, ieri sono iniziati i lavori di scavo delle fornaci romane a Caminate: 40mila euro (Provincia, Comune, Fano Inerti, Solazzi e Fornace Laterizi Solazzi) e un mese di scavi serviranno per portare alla luce buona parte del sito. Per il completamento saranno necessari altri fondi. M.G.