Contro le visite mordi-e-fuggi la cittadina toscana studia nuove idee. Il sindaco frena San Gimignano torna a chiudere le sue mura. Ma il nemico da cui si difende questa volta non è Attila - che con le sue orde di barbari tentò di conquistare la cittadina toscana nel 981 d.c. - ma il fiume di turisti che ogni anno arriva per trascorrere qualche giorno o, più spesso, appena qualche ora. Tre milioni dì visitatori per una cittadina che conta appena mille abitanti sono oggettivamente troppi, così l'assessore alla viabilità Cappellini ha lanciato la proposta choc: immettere un numero limitato di accessi alla città. Quindi, se quest 'idea si concretizzasse, per i turisti ci sarebbe il rischio di arrivare alle porte del borgo toscano e vedersi negato l'accesso perché San Gimignano è già piena di visitatori. La notizia è subito rimbalzata nelle pagine del quotidiano inglese «The Guardian», e anche la «Bbc» si è occupata del caso. L'interesse suscitato dall' altra parte della Manica non deve stupire: molti dei turisti che vanno a San Gimignano sono inglesi e anche nomi eccellenti come Tony Blair e l'ex numero uno dei labour Neil Kinnock da anni passano le loro ferie nel borgo toscano. L'idea di imporre un numero limitato di accessi al centro storico per la verità non è nuova: già Venezia ci aveva pensato alcuni anni fa, ma poi non se ne fece nulla. Ora la proposta è stata ripresa dal Comune toscano, ma il primo cittadino di San Gimignano Lisi frena: «Non credo proprio che limitare gli accessi sia realizzabile, anche se il problema del sovraffollamento c'è e dovremo risolverlo». Questo è un concetto ribadito anche dall 'assessore alle attività produttive della cittadina toscana Benenati, che spiega: «Da anni stiamo tentando di spostare i flussi turistici nei periodi di bassa stagione, per questo abbiamo creato appositi sconti su musei e parcheggi, ma i risultati raggiunti ancora non sono sufficienti». Di qui l'idea di Cappellini di limitare l'accesso al centro della città, una proposta che secondo l'assessore ai trasporti «trova sostegno anche tra molti albergatori». Ma perché chi gestisce un hotel dovrebbe voler chiudere la città ai turisti? E presto spiegato: «Con questo tipo di provvedimento - continua Cappellini - si vorrebbe colpire solo chi a San Gimignano viene per una toccata e fuga, e affollando eccessivamente la città allontana il turismo più redditizio, quello di chi in città si ferma per più giorni». In altre parole, il provvedimento in questione quindi riguarda solo il turismo povero. Tony Blair stia tranquillo: a lui l'ingresso a San Gimignano non lo negherà mai nessuno.