II sindaco: «Disponibile a far entrare la Provincia nel cda». Il presidente: «Troveremo presto un accordo» Letizia Moratti apre il sipario della Scala a Filippo Penati. «C'è la disponibilità del Comune a far entrare la Provincia di Milano nel consiglio d'amministrazione della Scala» dice il neosindaco al prendente dell'amministrazione di via Vivaio che, da parte sua, assicura «troveremo una soluzione, prima devo fare una verifica di bilancio confermando gli stanziamenti che avevamo già proposto». Già, la Provincia avrebbe voluto entrare nella stanza dei bottoni del Piermarini anche nel 2005, ma Gabriele Albertini si oppose alle richieste di Penati. Motivo? Un impegno economico non all'altezza, insufficiente rispetto il quanto versato dagli altri soci fondatori. Questione oggi superata non solo grazie all'impegno economico della Provincia pronta a intervenire con 5,4 milioni di euro, ma anche per la ritrovata volontà di collaborazione per dare più forza al rilancio della Scala. Strategia che Letizia Moratti e Penati intendono applicare pure su altri temi: infrastrutture e trasporti, parchi e flussi migratori. E, intanto, il sindaco per quindici giorni fa un pieno di deleghe: gli ex assessori ora eletti si dimettono e fino alla nuova giunta i poteri spettano tutti a Letizia Moratti. Letizia Moratti, «c'è la disponibilità a far entrare la Provincia di Milano nel consiglio di amministrazione della Scala». Filippo Penati, «devo fare solo una verifica di bilancio confermando gli stanziamenti che avevamo proposto e dentro questo percorso, poi, troveremo la soluzione». Apertura e risposta ovvero preludio di un'intesa tra le due istituzioni milanesi che, avverte il sindaco, sarà formalizzata nelle prossime settimane «con uno scambio di lettere» e che, ieri, è stata preceduta da strette di mano e sorrisi. Ingresso nella stanza dei bottoni del Piermarini presieduto, secondo statuto, dal primo cittadino dove già otto poltrone su nove sono occupate da nomi di prestigio: il vicepresidente Bruno Ermolli, rappresentante della Camera di Commercio, e i consiglieri Francesco Micheli (Pirelli), Paolo Scaroni (Eni), Renato Ravasio (fondazione Cariplo), Carlo Secchi (Regione Lombardia). Fiorenzo Tagliabue (ministero dei Beni Culturali) e, infine, Stéphane Lissner sovrintendente e direttore artistico del teatro. Squadra di governo dove la Provincia voleva già entrare nel 2005: allora, però, Gabriele Albertini si oppose alle richieste di Penati. Motivo? L' impegno economico della giunta di via Vivaio non fu valutato all'altezza: lo stanziamento di soli 1,3 milioni di euro - come prima tranche di quattro per arrivare alla soglia minima di 5,2 milioni di euro prevista dalla legge sulle fondazioni liriche - era insufficiente poiché «nel cda siedono i rappresentanti di enti e società - sostenne l'allora sindaco - che nei nove anni di vita della Fondazione hanno versato importi da dieci a sessanta volte superiori » quelli della Provincia». Motivazione che l'assessore alla Cultura di Palazzo Isimbardi, Daniela Benelli, definì «incomprensibile», anche se il ragionamento di Albertini era in linea con le regole delle fondazioni lirico-sinfoniche: per entrare in lizza tra gli aspiranti consiglieri d'amministrazione, la Provincia, avrebbe dovuto investire una somma di denaro non inferiore a quelle ingenti già versate dai soci fondatori - nel 2001, ad esempio, il contributo della Fondazione Cariplo è stato di 26 milioni di euro - per il sostegno e la valorizzazione del più prestigioso teatro lirico d'Italia e del mondo. Botta e risposta di uno scontro che, ovviamente, appare oggi superato dalla buona volontà delle Istituzioni e con la Provincia pronta a intervenire sul piano economico con 5,4 milioni di euro in qualità di socio fondatore. Versamento che, chiosano dalla Scala, è importante non solo e non tanto quale apporto di nuove risorse economiche bensì perché la presenza di Palazzo Isimbardi al fianco di altre Istituzioni, milanesi e lombarde, può dare più forza all'azione di rilancio della Scala. Valutazione che può tranquillamente essere applicata pure agli altri temi messi in agenda da Letizia Moratti nel suo incontro con Penati: infrastrutture, «approfondiremo anche la possibilità di razionalizzare la mobilità e i trasporti extraurbani e urbani»; parchi, «valorizzeremo le cascine, che potrebbero essere destinate pure a residenze estive per universitari»; flussi migratori, «con una formula in cui ci sia sostenibilità di questo fenomeno da un punto di vista sociale». Questioni al centro di una strategia e con un denominatore comune: la dimensione di scala metropolitana, che è «punto di partenza» secondo Penati «per quell'area metropolitana, tema della politica, innovazione istituzionale dai tempi ancora lunghi». E mentre, domani, Penati incontra Antonio Di Pietro per affrontare «il pacchetto grandi opere», da via Vivaio arriva una certezza: «Come Provincia riteniamo Pedemontana e Tem delle priorità. Attorno a quest'ultima stiamo cercando di costruire il consenso per una soluzione condivisa con i sfaldaci interessati». Annuncio di chi confida di «non voler perdere più tempo».
Milano. La Moratti apre la Scala a Penati
Il sindaco di Milano, Letizia Moratti, ha espresso la disponibilità a far entrare la Provincia di Milano nel consiglio d'amministrazione della Scala. Il presidente della Scala, Filippo Penati, ha assicurato che troveranno una soluzione entro breve tempo, dopo aver verificato gli stanziamenti proposti dalla Provincia. La Provincia aveva già richiesto di entrare nel cda della Scala nel 2005, ma Gabriele Albertini si era opposto alle richieste di Penati a causa di un impegno economico insufficiente. Oggi, la Provincia è pronta a intervenire con 5,4 milioni di euro, che potrebbero essere utilizzati per sostenere la Scala e altre istituzioni milanesi.
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