Ricevo dal Presidente del Cives, dott. Giulio Castelli questa nota, a mio parere completa ed esaustiva, che vorrei condividere con tutti i lettori. 8 giugno 2006 Sulla base delle indicazioni raccolte tra i suoi iscritti e dei dati forniti dalle altre associazioni con le quali è collegata, CIVES aveva preparato un "libro bianco" sulle condizioni del centro storico di Roma. Tuttavia considerazioni di opportunità hanno consigliato di evitarne la presentazione prima della campagna elettorale. Superato l'appuntamento del voto, non possiamo però nasconderci la profonda delusione che abbiamo provato nella lettura dei programmi della maggioranza e dell'opposizione. In questi testi, infatti, sembra che Roma la città che più di ogni altra vanta tesori archeologici, artistici e monumentali, autentico scrigno per tutta l'umanità non abbia un centro storico. La più vasta area edificata prima del 1700 esistente al mondo sembra essere scomparsa come se fosse del tutto insignificante nell'equilibrio della metropoli. E' partendo da questa considerazione che noi rappresentanti dei cittadini residenti, ovviamente i più sensibili al problema, tentiamo ora di riannodare i fili di un discorso reso impossibile dalla inutile virulenza di una disfida politica che ha affrontato con scarsa convinzione o niente del tutto i problemi centrali della città storica, ma direi di Roma tutta, che risiedono da un lato nella difesa del suo patrimonio e dall'altro nella qualità della vita dei cittadini. E si tratta di due problemi strettamente collegati. Il centro storico di Roma ha subìto negli ultimi venti anni una trasformazione radicale che è totalmente sfuggita al controllo delle amministrazioni che si sono succedute. Espulsione degli abitanti e delle attività commerciali tradizionali, proliferazione metastatica dei locali di somministrazione, inquinamento atmosferico da traffico e inquinamento acustico da caos notturno ne sono gli aspetti più evidenti. Soltanto negli ultimi cinque anni le amministrazioni comunale e municipale hanno incominciato a prendere coscienza di come queste negatività interagiscano, anche a causa dei problemi di ordine pubblico creatisi in alcune zone. L'attivazione dei varchi elettronici delle Ztl nelle notti del venerdì e del sabato sono un passo nella giusta direzione, ma si tratta di un passo timidissimo, sempre insidiato da chi considera l'area più preziosa della città come una preda da sfruttare realizzando profitti a danno di altri cittadini e da discutibili lobbies che godono all'interno dello stesso Consiglio comunale di potenti sostenitori. Esiste poi una grave situazione di illegalità diffusa. Prevaricazioni e vandalismi rimangono quasi sempre impuniti. Se una OSP ( Occupazione di Suolo Pubblico) viene ampliata abusivamente o se una canna fumaria viene installata in modo irregolare è difficile ottenere che vengano rimosse in tempi rapidi. Se nel corso di giorni festivi vengono effettuati abusi edilizi nessuno interviene in tempo utile per impedirlo. Le illegalità tendono a divenire permanenti a causa di procedure burocratiche bizantine, di lentezze amministrative e di condiscendenze di natura sospetta, fino a quando una sanatoria le trasformerà in modificazioni legali. Che il centro storico sia di fatto fuori controllo è sotto gli occhi di tutti. Il parcheggio selvaggio è consuetudine comune. Vigili urbani e ausiliari appaiono estremamente solerti nel multare le auto dei residenti posteggiate in divieto di sosta anche quando non arrecano intralcio al traffico (il regime dei divieti è totalmente irrazionale ma non si è ancora proceduto a rivederlo radicalmente), tuttavia se un autoveicolo viene lasciato in curva o se i soliti "furbi" si fermano al centro di un incrocio creando ingorghi, è utopistico attendersi un intervento rapido. Ai locali di somministrazione viene consentito tutto: allargamento abusivo delle OSP, frastuono anche all'esterno a notte fonda, abnorme produzione di rifiuti. Esiste la convinzione che creino posti di lavoro ancorché tali "posti" spesso sono irregolari o in nero e senza dubbio risucchiano la città verso il terzo mondo piuttosto che verso il primo. I problemi irrisolti sono dunque molti e ne abbiamo citati soltanto alcuni. Per i parcheggi sarebbe opportuno lasciare in ogni strada spazi per quei residenti che abbiano la necessità di brevi fermate (per far scendere un anziano, una donna con bambini, una persona con pacchi) sul tipo di quelli lasciati liberi per i portatori di handicap. CIVES non ha alcuna intenzione di chiedere che i residenti siano privilegiati con diritto di parcheggio sotto la propria abitazione ma neppure che si trovino in condizioni di inferiorità nei confronti dei visitatori occasionali e costretti a lasciare la propria vettura molto al di fuori del centro storico come spesso accade. Per quanto riguarda i locali di somministrazione chiede che vengano fatte rispettare le disposizioni vigenti e, in particolare, che vengano impediti i frastuoni esterni (casi emblematici Testaccio, Trastevere, Campo de' Fiori, Coppelle-Maddalena-Pantheon, Fico-Navona). Chiede inoltre che gli spazi interni ed esterni dei locali siano collegati al numero dei servizi igienici, che la vendita di alcolici sia vietata dopo le 23 e che sia interdetta dopo le 21 la vendita di bevande in bottiglia. Rimane infine il problema della nettezza urbana. A causa dell'afflusso creato dalla presenza dei locali, in molti rioni la pulizia delle strade è approssimativa. Tutti i muri sono ricoperti di scarabocchi (ripeto: scarabocchi, non graffiti o hi-pop). C'è una diffusa sensazione di squallore proprio nei luoghi che dovrebbero essere il biglietto da visita di Roma. Probabilmente si delinea la necessità di creare gruppi multifunzionali di pronto intervento. Di tutto ciò CIVES si farà promotrice nei prossimi mesi. Leonardo Chanaz (Consulta per il Centro Storico) md2226fastwebnet.it La rubrica "In fondo in fondo" ospita voci del mondo dell'associazionismo e della società civile romana, che esprimono il loro parere e le loro proposte sui diversi aspetti - sociali, educativi, culturali, sanitari, ambientali, di consumo - della vita cittadina, con particolare attenzione per il proprio settore di attività. Dall'ottobre 2005 un nuovo gruppo di sei autori hanno sostituito le personalità che hanno animato la rubrica durante il periodo precedente, alternandosi ogni lunedì e offrendo per una settimana il loro contributo sull'home page. Si tratta di: Cristiana Scoppa dell'Aidos, Paolo Pobbiati di Amnesty International, Maria Luisa Petrucci della Banca del Tempo, Costanza Fanelli della Casa Internazionale delle donne, Francesco Florenzano dell'Upter e di Leonardo Chanaz dell'Associazione residenti del primo Municipio. Gli interventi esprimono il punto di vista di chi li scrive, che si assume la responsabilità dei contenuti del testo, in assoluta autonomia dai responsabili del sito. Il prossimo giugno i sei autori saranno sostituiti da un nuovo gruppo di esponenti dell'associazionismo, nello spirito della valorizzazione delle opinioni e delle diversità presenti nella società civile romana.