Il Soffitto della ex Chiesa di San Giovanni in Gemona del Friuli è in pericolo! Petizione popolare al Presidente della Regione Friuli V.G. affinchè si faccia parte attiva per la ricollocazione nel suo sito originale. Segue il testo della petizione. Quanti condividono possono inviare una e-mail di sostegno dell'iniziativa a: gianfrancescoadriacom.it indicando il motivo : "sottoscrivo la petizione popolare al Presidente della Regione Friuli Venezia Giulia per la ricostruzione dell'auditorium San Giovanni e ricollocazione del soffitto del pittore friulano Pomponio Amalteo" "Petizione popolare Al Presidente della Giunta Regionale dott. Riccardo Illy I sottoscritti cittadini italiani, a completamento delle sottoscrizioni a suo tempo raccolte dal Comitato "Il San Giovanni dell'Amalteo" (che si allega all'attuale raccolta), chiedono un impegno diretto del Presidente della Giunta Regionale per la ricostruzione dell'auditorium San Giovanni nell'ex sedime dell'omonima chiesa di Gemona, al fine di ricollocare i lacunari di Pomponio Amalteo recuperati dalle macerie del terremoto del 1976. Tale richiesta è sostenuta dal fatto che la Regione Friuli Venezia Giulia, con le leggi finanziare del 2001 e del 2004, ha assegnato al comune di Gemona rispettivamente 800 milioni di lire e 850.000 Euro, per un totale di circa 1.250.000 , destinate a detta ricostruzione. Nel ricordare che: - i lacunari dipinti dal pittore friulano Pomponio Amalteo, rappresentano una delle maggiori opere del Rinascimento friulano; - l'ex Chiesa di San Giovanni, per il valore del suo soffitto, già nel 1876 è stata riconosciuta come "Monumento nazionale" dal Ministero della Pubblica Istruzione (il Ministero era stato sollecitato da Giovanni Battista Cavalcaselle, Ispettore della Giunta di Belle Arti presso il Consiglio Superiore del ministero), che intervenne direttamente per salvare l'opera già allora in grave pericolo; - le direttive esistenti descritte già trent'anni fa da Cesare Brandi vietano le rimozioni, la ricostruzione o ricollocamento in luoghi diversi da quelli originari delle opere monumentali esistenti; - l'Amministrazione comunale di Gemona, che già all'inizio del 2000 ha disposto la progettazione e la ricostruzione di un auditorium nel sito dell'ex Chiesa di San Giovanni al fine di ricollocare i preziosi lacunari, ha chiesto ed ottenuto dalla Regione di poter utilizzare diversamente i fondi assegnati; - il Consiglio Regionale, con la finanziaria del 2006, ha dato all'Amministrazione comunale di Gemona la facoltà di utilizzare per un uso diverso i fondi prima citati; i sottoscritti auspicano di veder accolta questa loro richiesta convinti che il patrimonio storico, artistico e culturale del nostro paese è un bene prezioso che dobbiamo considerare solamente "affidato" alle Amministrazioni locali in quanto è di proprietà dell'intera comunità. Gemona del Friuli, maggio 2006 Cognome e nome Luogodata di nascita indirizzo firma ALCUNI MATERIALI SULL'ARGOMENTO COMITATO "IL SAN GIOVANNI DELL'AMALTEO" LE INIZIATIVE DEL COMITATO Il 29 marzo 2002, subito dopo l'istituzione, il comitato "Il San Giovanni dell'Amalteo" ha indirizzato a numerose personalità della cultura, dell'imprenditoria e della politica locali e regionali l'invito ad aderire al Comitato medesimo al fine di dare rilevanza e autorevolezza alla richiesta, indirizzata all'Amministrazione comunale di Gemona, di utilizzare il contributo regionale di 800 milioni di lire (assegnato al Comune con la finanziaria regionale 2001 su proposta dell'allora consigliere regionale Fontanelli) avviando l'iter di progettazione e di costruzione del complesso. La posizione dell'Amministrazione comunale di Gemona, infatti, era completamente negativa circa la possibilità di intraprendere tale strada, in quanto non disponeva dell'intera copertura finanziaria, grossolanamente stimata in tre miliardi di lire. Nel frattempo, onde poter far conoscere al pubblico più vasto la valenza dell'opera di Pomponio Amalteo, il Comitato ha intrapreso una serie di iniziative d'informazione e di approfondimento (tra cui anche una conferenza, svoltasi nel maggio 2002 presso la Provincia di Udine, organizzata insieme con le Associazioni FAI, Italia Nostra, Dimore Storiche, Unesco). Successivamente il Comitato ottenne, in un incontro con l'allora presidente della Regione Friuli-Venezia Giulia, dottor Tondo, svoltosi presso la sede regionale udinese il 16 ottobre di quell'anno, l'impegno alla sospensione del termine 31 dicembre 2002 entro il quale l'Amministrazione comunale gemonese avrebbe dovuto dare inizio formale ai lavori con la presentazione in regione di un progetto approvato. Il presidente Tondo onorò la parola data con la concessione della proroga così come in seguito richiesto in via ufficiale anche dall'allora sindaco Disetti. Quasi contemporaneamente (9 novembre 2002) il Comitato inoltrò a ciascun consigliere regionale un dossier sul complesso di San Giovanni, sulla necessità della ricostruzione finalizzata al recupero di un patrimonio di grande valenza storica e artistica nel centro storico di Gemona, e soprattutto sull'opportunità, anzi: sulla necessità, di un ulteriore contributo regionale che coprisse interamente la spesa. L'Amministrazione comunale, tuttavia, non aveva ancora recepito completamente l'idea di ricostruire il complesso di San Giovanni: infatti alcuni esponenti della Giunta avevano in diverse occasioni prospettato soluzioni alternative quali quelle di un impiego del contributo regionale per la sistemazione di alcuni dei lacunari dell'Amalteo nella chiesa di Santa Maria di Fossale; ovvero di un impiego nella ricomposizione totale del soffitto in un ipotetico recupero della chiesa delle Grazie nonostante la differenza dimensionale dell'aula, più lunga ma soprattutto più stretta di quella di San Giovanni, tale quindi da non consentire l'inserimento dell'opera di Pomponio Amalteo nella sue originarie composizione e articolazione. Anche se formulati in termini ipotetici, tali propositi furono decisamente contrastati dal Comitato. Nel frattempo, a seguito dell'elezione del sindaco Disetti a consigliere regionale, l'Amministrazione comunale di Gemona era stata affidata al vicesindaco Marini quale reggente. Si prospettava comunque la necessità di reperire, al di fuori dai normali canali di finanziamento, le risorse che, in aggiunta al primitivo contributo regionale, avrebbero potuto garantire la ricostruzione. In questa fase autunno 2003 illustrando la situazione ad uno degli imprenditori locali, il Comitato ottenne una dichiarazione di disponibilità a ricercare una parte delle risorse necessarie purché l'Amministrazione comunale giungesse alla decisione definitiva di ricostruire e si facesse carico di una quota di finanziamento con risorse proprie. Circa le risorse integrative l'idea era quella di costituire una squadra di sponsor formata da imprenditori, istituti di credito e altri soggetti. Con la finanziaria regionale del 2004 (su proposta dell'ex sindaco consigliere Disetti) finalmente la Regione assegnò al Comune di Gemona un contributo decennale a copertura di un mutuo di 850.000 euro che, unito al precedente, avrebbe garantito una disponibilità totale di circa 1.250.000 euro. La quota ancora scoperta risultava di circa 350-400 mila euro ma avrebbe potuto essere esattamente quantificata solamente in sede di definizione dei costi a seguito della redazione di un progetto di massima. Nel successivo incontro che il Comitato ebbe con l'Amministrazione comunale la espresse l'intenzione di contribuire personalmente alle spese di ricostruzione assegnando al Comune di Gemona, quando fossero avviati i lavori di ricostruzione, un contributo senza peraltro specificarne l'importo. In quella sede a nome del Comitato il presidente ribadì all'Amministrazione comunale di Gemona il "progetto degli imprenditori" sottolineando la necessità come già fatto per iscritto il 26 gennaio 2004 che i costi di realizzazione venissero quanto prima definiti onde poter quantificare le reali esigenze e segnalare ai potenziali sponsor le necessità effettive. Nella stessa occasione alcuni professionisti (anch'essi componenti il Comitato) garantirono la loro disponibilità a elaborare gratuitamente il progetto di massima relativo alla ricostruzione dei due volumi della chiesa e dell'oratorio annesso e la riproposizione del soffitto di Pomponio Amalteo. Tutti convennero che, per contenere le spese, il campanile che originariamente affiancava l'edificio principale sarebbe stato ricostruito solamente in parte, senza peraltro pregiudicare futuri completamenti. Agli inizi di maggio 2004 l'Amministrazione diede incarico di eseguire il progetto di massima agli architetti gemonesi Antonelli, Della Marina e Pittini; il progetto fu presentato alla fine di giugno; il computo dei costi, ancora da definire nel dettaglio, confermava una previsione di spesa di circa 1.600.000 euro. Verso la fine di luglio 2004 l'imprenditore di cui sopra chiese al presidente Vale di partecipare ad un incontro con Marini eletto nel frattempo sindaco in municipio, a Gemona. In quella sede prese visione di alcune delle tavole elaborate dai professionisti, condivise l'idea del non completamento del campanile e ribadì il progetto di costituire la squadra di sponsor, affermando di voler iniziare subito la raccolta di adesioni partendo dagli imprenditori locali. Ovviamente in quella sede non ci furono quantificazioni di sorta circa l'ammontare che si prefiggeva di raggiungere. La ricerca di un gruppo di sponsor non ebbe purtroppo i risultati sperati: a metà agosto il presidente Vale fu informato che l'iniziativa aveva incontrato obiettive difficoltà a coinvolgere altri imprenditori ma che l'intenzione era quella di proseguire nel programma delineato. A settembre 2004 il Comitato fu avvertito che, date le difficoltà e le contrarietà incontrate, l'imprenditore riteneva di dover abbandonare il progetto di sponsorizzazione. Con rammarico si dovette prendere atto della decisione e ne fu data comunicazione al sindaco Marini. Nel maggio 2005 l'Amministrazione comunale di Gemona incaricò i professionisti redattori del progetto di massima di eseguire la progettazione esecutiva per poter procedere alla gara d'appalto delle opere, confidando di poter reperire in seguito le risorse mancanti. Nello stesso periodo la comunicò ufficialmente al Comune di Gemona la decisione di assegnare alla ricostruzione la somma di 100.000,00 euro, ribadendo però che il contributo sarebbe stato sbloccato solamente a inizio lavori di ricostruzione. Poco più di un mese più tardi l'Amministrazione comunale, prendendo atto che le normative europee per l'assegnazione di incarichi professionali superiori a determinati importi (come è il caso della progettazione relativa all'opera in questione) non permettevano incarichi "fiduciari" revocò la precedente deliberazione. In contemporanea, all'interno della stessa Amministrazione, emersero diverse riserve nei confronti della ricostruzione di San Giovanni e della riproposizione del soffitto dell'Amalteo, Lo stesso ex sindaco Disetti, ribadendo le sue antiche perplessità, diede man forte agli assessori che ora suggerivano di trovare soluzioni diverse (di nuovo: sistemazione dei lacunari nella chiesa delle Grazie, attualmente sistemata a rudere e comunque sempre inadeguata per dimensioni anche se ricostruita). Il sindaco Marini, non avendo l'autorevolezza per imporre come linea politica quella della ricostruzione che personalmente ancora condivide, tanto da ribadire pubblicamente, durante le celebrazioni liturgiche di San Giovanni, il 24 giugno scorso, la necessità di ricostruire il complesso , è ora su posizioni attendiste. Più volte, infatti, in incontri riservati, ha espresso la certezza che un intervento 'speciale' ad esempio: un contributo straordinario della Regione di circa 300.000 euro potrebbe far rientrare ogni dissenso e far partire veramente un'opera di restituzione che sarebbe madornale e disastroso non compiere (soprattutto in presenza della disponibilità di oltre tre quarti dei finanziamenti necessari!). (Dicembre 2005) Illustrissimo Signore Riccardo Illy Presidente della Regione Friuli-Venezia Giulia Piazza Unità d'Italia 1 34121 Trieste Illustrissimo Signore Roberto Antonaz Assessore alla CulturaRegione Friuli-Venezia Giulia Via San Francesco, 37 Trieste Illustrissimo Signore Alessandro Tesini Presidente del ConsiglioRegione Friuli-Venezia Giulia Piazza Oberdan, 6 Trieste Illustrissimo Signore Gabriele Marini Sindaco di Gemona del Friuli 33013 Gemona del Friuli Onorevole Consiglio comunale di Gemona del Friuli (a mezzo del Sindaco) 33013 Gemona del Friuli Illustrissimi Signori, anche a nome dei colleghi Claudio Griggio e Giuseppe Trebbi, membri del Comitato scientifico del Convegno di studio su Pomponio Amalteo (svoltosi San Vito al Tagliamento il 23 e 24 novembre scorso, nell'ambito delle celebrazioni per il cinquecentesimo anniversario della nascita dell'artista), mi faccio interprete della necessità di ricomporre nella sua integrità e nella sua collocazione originaria il soffitto della chiesa di San Giovanni in Brolo di Gemona, realizzato dal pittore nel 1533. Affinché ciò avvenga è indispensabile come più volte sollecitato dal Comitato gemonese "Il San Giovanni dell'Amalteo" e come illustrato al Convegno tramite il dottor Gilberto Ganzer che la Regione e il Comune di Gemona si adoperino per la ricostruzione dell'edificio distrutto dal terremoto del 1976, nella convinzione che questa è l'unica soluzione percorribile per la salvezza e la rinascita di un autentico capolavoro. Ringraziando per l'attenzione e confidando nell'accoglimento della presente segnalazione, porgo distinti saluti. Udine, Dicembre 2005 Prof. Caterina Furlan Presidente del Comitato scientifico del Convegno di studio su Pomponio Amalteo (Appello del comitato scientifico ai signori in indirizzo inoltrato il 31 Dicembre 2005) SALVARE UN CAPOLAVORO "Anche a nome dei colleghi Claudio Griggio e Giuseppe Trebbi, membri del Comitato scientifico del Convegno di studio su Pomponio Amalteo (svoltosi San Vito al Tagliamento, il 23 e 24 novembre scorso, nell'ambito delle celebrazioni per il cinquecentesimo anniversario della nascita dell'artista) mi faccio interprete della necessità di ricomporre nella sua integrità e nella sua collocazione originaria il soffitto della chiesa di San Giovanni in Brolo di Gemona, realizzato dal pittore nel 1533. Affinché ciò avvenga è indispensabile come più volte sollecitato dal Comitato gemonese "Il San Giovanni dell'Amalteo" e come illustrato al Convegno tramite il dottor Gilberto Ganzer che la Regione e il Comune di Gemona si adoperino per la ricostruzione dell'edificio distrutto dal terremoto del 1976, nella convinzione che questa è l'unica soluzione percorribile per la salvezza e la rinascita di un autentico capolavoro". Così recita l'appello sottoscritto dalla professoressa Caterina Furlan presidente del Comitato scientifico, preside della facoltà di Lettere dell'Università di Udine e profonda conoscitrice dell'opera del grande pittore rinascimentale friulano e inoltrato l'ultimo giorno dell'anno al presidente della Regione Illy, all'assessore alla Cultura Antonaz, al presidente del Consiglio regionale Tesini, al sindaco di Gemona Marini e al Consiglio comunale di Gemona: un testo che non lascia dubbi sulla strada da seguire se si vuole veramente salvare uno dei maggiori capolavori d'arte che Gemona ancora conserva e che è stato quasi integralmente salvato dalla distruzione del terremoto del 1976. L'appello è stato accolto con soddisfazione dal Comitato gemonese "Il san Giovanni dell'Amalteo", da tempo attivo per la ricostruzione della chiesa di San Giovanni e la ricollocazione del capolavoro di Pomponio Amalteo dov'era e com'era. Commentando la segnalazione degli studiosi il presidente Mauro Vale ha affermato: «Nel momento in cui pare che l'Amministrazione comunale sia intenzionata, nonostante le pubbliche dichiarazioni del sindaco Marini del 24 giugno scorso, a sistemare altrove il prezioso soffitto dell'Amalteo, rinunciando alla ricostruzione della chiesa di San Giovanni finanziata dalla Regione con oltre un milione e duecentomila euro per farne un eccezionale auditorium, l'inequivocabile appello di insigni studiosi dovrebbe esser tenuto in particolare considerazione da coloro a cui è affidato il compito di difendere un bene artistico così originale ed importante». «Oltre che accordarsi completamente con l'azione che da tempo svolgiamo per vedere finalmente ricostruito l'edificio di San Giovanni con il capolavoro di Pomponio Amalteo ha aggiunto Vale l'appello del Comitato scientifico è in perfetta sintonia con le posizioni chiaramente espresse da enti ed associazioni culturali quali il FAI, Italia Nostra, Dimore Storiche e UNESCO. Grazie anche a queste autorevoli esortazioni ci auguriamo che gli amministratori gemonesi e i vertici della Regione sappiano affrontare con coraggio e risolvere positivamente il problema della ricostruzione di San Giovanni e dei suoi tesori d'arte e di storia, in modo che l'anno del trentennale della distruzione coincida con l'avvio della ricostruzione e quindi con la salvezza di un capolavoro che appartiene non solo a Gemona ma all'intera comunità regionale». (comunicato stampa del Comitato inoltrato ai quotidiani locali e Rai Regionale il 7 Gennaio 2006)
Fonte non specificata
12 Giugno 2006
✓ Entità verificate
Il Soffitto della ex Chiesa di San Giovanni in Gemona del Friuli è in pericolo! Una petizione popolare
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo
📰 Articoli dello stesso autore
—
🔗 Articoli correlati
(stesse entità · ±2 anni)
Fonte non specificata · 12 Giu 2004
Il Governo Berlusconi per la cultura, lo spettacolo e lo sport: otto quaderni dell'Ufficio Stampa del Ministero BAC
il Giornale · 12 Giu 2004
Dal Lotto 465 milioni di euro per salvare i monumenti italiani
Fonte non specificata · 13 Giu 2004
La Fondazione premio Napoli si fa promotrice di un archivio degli scrittori cittadini. II patrimonio culturale del Sud è la memoria
il Sole 24 Ore · 13 Giu 2004
Archivi. Censite le collezioni lombarde
Corriere della Sera · 14 Giu 2004
La biblioteca è online, ma solo in parte
Secolo d'Italia · 15 Giu 2004
Laser e telecamere al servizio delle opere d'arte
Italia Oggi · 16 Giu 2004
Nasce Culturalwebtv
Quotidiano di Sicilia · 12 Giu 2004
Patrimonio archivistico in mostra al pubblico
Fonte non specificata · 16 Giu 2004
Appello per l'archivio di Parma
la Repubblica · 16 Giu 2004
MOSTRA MERCATO DI BASILEA: quando sull'arte piovono milioni
la Repubblica · 16 Giu 2004
ROMA: Cartelloni abusivi, nuova offensiva
Corriere della Sera · 17 Giu 2004
IL CASO: Vincolato l'archivio di Levi
il Sole 24 Ore · 17 Giu 2004
ASTE: L'arte all'asta rivede assegni con otto zeri
Comunicato stampa di Italia Nostra · 18 Giu 2004
Affidata a Italia Nostra la latomia dei Cappuccini
Corriere della Sera · 18 Giu 2004
Un anonimo torinese si aggiudica l'archivio Carlo Levi
il Giornale · 17 Giu 2004
Via libera dalla Regione alla ibridazione per l'Egizio
la Repubblica · 18 Giu 2004
Viaggio surreale in uno dei siti archeologici più belli del mondo. Il museo nascosto di Selinunte
La Sicilia · 18 Giu 2004
Traffico dei tesori d'arte a Enna chiesta l'assoluzione per tutti
La Stampa · 18 Giu 2004
Il David troppo pulito e le frustate di Beck
la Repubblica · 19 Giu 2004
Il sogno di dire sì a Palazzo Reale; musei in affitto, il nuovo business