Basilea La Svizzera è uno dei paesi con la più alta densità di musei al mondo: se ne contano oltre 900, pari a uno ogni 7500 abitanti. E quelle che vengono considerate le «Olimpiadi» dell'arte contemporanea non potevano che tenersi in questo paese. Si aprono oggi, a Basilea, dove comincia la sequenza dei vernissage di ArtBasel, trentasettesima edizione, che per il pubblico spalancherà i battenti dal 14 al 18 giugno. Ma i collezionisti e i mercanti sono già arrivati: ArtBasel nella giungla delle fiere resta la meta di riferimento. Sono 270 le gallerie (di cui 17 italiane) che presentano una straordinaria sequenza di sculture, dipinti, installazioni, video. Il contemporaneo del contemporaneo con molti italiani della Transavanguardia e dell'Arte povera, senza dimenticare il Novecento «classico»: una Dora Maar seduta di Picasso, Yves Klein, Delaunay, Malevic, Klee, Miro... Sono duemila gli artisti di cui vengono esposte e vendute le opere, il cui valore complessivo è di centinaia di milioni di euro. Non vi sono limiti, come dimostra un dipinto di Rosenquist (ovviamente nella sezione «Unlimited») lungo più di quaranta metri, dedicato alla Dichiarazione dei diritti dell'uomo, realizzato perla sede Onu di Palais de Chaillot, in anteprima a Basilea nel padiglione 1, che ospita 70 artisti, ventidue sono da «scoprire» (sezione «Alt Statements»). Da ricordare, di nuova ideazione, «Art Premiere» (gallerie giovani) dove è presente la milanese Zero, italiana come Artiaco, Continua, De Cardenas, De Carlo, Emi Fontana, Invernizzi, Marconi, Stein, Noire, la galleria dello Scudo, Studio la Città, Minini, Persano, Noero, Tega e Magazzino d'arte moderna di Roma. Due sezioni sono dedicate ai libri d'artista (Art Book), e all'intreccio tra arte e cinema (Art Film). Senza dimenticare la «fiera alternativa», «Liste». E' una kermesse colorata dai gialli, dai verdi, dai rossi delle opere, offuscati da un'incognita: Samuel Keller, il geniale direttore, dal 2008 guiderà la Fondazione Beyeler e non più ArtBasel.