Torino Cresce il sistema museale piemontese. Se nel 2004 le visite ai 90 musei della Regione avevano superato la soglia dei tre milioni, lo scorso anno l'asticella è salita ancora. Oltre 3 milioni e duecentomila con buone prospettive anche per il 2006, anno "miracolato" dall'evento Olimpiadi. Secondo gli ultimi dati dell'Ires, il comparto, economicamente, gode buona salute. L'occupazione resta stabile, circa 1150 le persone assunte a tempo indeterminato, alle quali si aggiunge il fondamentale apporto del volontariato che spesso rappresenta il 70 di chi opera stabilmente in un museo. Cifre che si accompagnano ad una spesa significativa per i musei nonostante il calo dei trasferimenti da Roma che nel giro di pochi anni, dal 1998 al 2003, sono diminuiti del 25,5 per cento passando da 54,2 milioni di euro a 45,3. Hanno salvato i conti le fondazioni bancarie locali che nello stesso periodo hanno aumentato i propri contributi del 135 passando da 28 milioni di euro a 66,8. Un trend che dovrebbe mantenersi anche nei prossimi anni grazie ad alcuni progetti a medio e lungo termine. Tornando ai dati sull'affluenza da registrare l'ottimo dato del Sistema museale metropolitano che ha visto triplicarsi gli ingressi. Allargando il confronto all'intera regione, sempre secondo l'Ires, i visitatori totali in Piemonte sono passato in 7 anni da 2,2 milioni a 3,2 milioni con un incremento del 45. (contro il 27 nello stesso periodo dei musei statali italiani). Dopo una fase di stabilità nel triennio 2000-2002, i consumi museali regionali imboccano una decisa dinamica di crescita. La varietà e la crescita dell'offerta si confermano come fattori di successo. Istituzioni nuove come la Fondazione Sandretto Re Rebaudengo, realtà significativa dal punto di vista dei numeri ma anche nella qualità, e il museo A come... Ambiente spingono verso l'alto Torino. A ciò si aggiungono le buone performance del Museo del cinema, ormai stabilmente sopra le 300mila presenze ( 8,7 tra il 2003 e il 2004), e del Museo Egizio che proprio in questi ultimi mesi ha completato la sua rivoluzione passando da ente statale a fondazione pubblico-privata. La convivenza ha già dato i suoi frutti. I finanziamenti dagli enti locali e dalle fondazioni bancarie hanno portato ad una «rifondazione», completata nella sua prima fase con l'affascinante riallestimento dello Statuario affidato al premio Oscar Dante Ferretti. Ma dove il nuovo spirito si è visto è nell'offerta, più dinamica e attenta ai visitatori. Altro buoni risultati li hanno registrati le Residenze sabaude ancora in attesa di un progetto complessivo di valorizzazione, e la Galleria d'Arte Moderna di Torino. Proprio la Gam, che nel 2004 ha registrato un'affluenza record di 100mila visitatori, è adesso al centro di un ambizioso progetto di trasferimento a Torino Esposizioni che dovrebbe assicurarle gli spazi per le tante collezioni tenute nei magazzini.
La rivoluzione dell'"Egizio" firma l'anno d'oro dei musei. L'aumento dei contributi delle fondazioni bancarie locali ha annullato il calo dei trasferimenti da Roma
Il sistema museale piemontese ha registrato un aumento significativo delle visite negli ultimi anni. Nel 2004, le visite ai 90 musei della Regione superavano i tre milioni, e lo scorso anno l'asticella è salita a oltre 3 milioni e 200mila. Il comparto museale è economicamente stabile, con circa 1150 persone assunte a tempo indeterminato e un contributo significativo del volontariato. Le fondazioni bancarie locali hanno aumentato i propri contributi, passando da 28 milioni di euro a 66,8 milioni. Il Sistema museale metropolitano ha visto triplicare gli ingressi, mentre l'intera regione ha registrato un aumento del 45% dei visitatori totali.
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