Voglio portare all'attenzione dell'opinione pubblica la questione del patrimonio dei beni monumentali, detto anche «il petrolio della Sicilia». Alcuni pezzi pregiati di tale patrimonio, fatiscenti o a rischio, da anni, talvolta da molti anni, attendono i mezzi dalla mano pubblica per tornare a vivere. Per i condizionamenti ge-stionali degli scorsi anni, che non avevano consentito loro di accedere ai consueti 18-20 milioni di euro del bilancio regionale ordinario, alcuni di tali monumenti a Palermo e in altre province avevano mille ragioni (e anche promesse) per vedere soddisfatte in questo 2006 le loro più che legittime attese per un bando di gara e un appalto dei lavori, progettati da tempo. Ma i 18-20 milioni di euro, una goccia del resto in un mare di bisogni, nel bilancio regionale del 2006 non esistono più; spariti, destinati a chissà che cosa, come apprendiamo ora, tra dicembre e gennaio 2005-2006. Nientesoldi e,quindi, del tutto inutili i consueti programmi annuali delle nove soprintendenze dell'Isola; ancorché gravati da ripetute e validissime proposte di conservazione e recupero dei beni. Anche il decennale puntellamelo di San Nicolo all'Albergheria, a Palermo, può attendere. Fondazione Salvare Palermo