Modello Genova. Il presidente del Consiglio, in fatto di tutela e valorizzazione dei centri storici, è a questo che si ispira: "Penso alle grandi cose che abbiamo potuto fare a Napoli e a Genova, in occasione del G7 e del G8, con un intervento diretto della Presidenza del Consiglio, e spendendo pure poco" spiega. La città ligure, decorata per sua volontà a luglio 2001 con i limoni cuciti col nylon, ancora ringrazia per la devastazione - vera - provocata dal G8. Anche le catastrofi ambientali in corso, vanno prese con leggerezza. A Praga, dice Berlusconi, ha saputo che il grosso delle locali bellezze monumentali fu commissionato da Carlo V (in realtà si tratta di Carlo IV, a Carlo V, ma vaglielo a spiegare, sono "dedicati" alcuni monumenti), e ha chiesto per quanti anni fu sovrano: cinquant'anni. "Gli va tutta la mia invidia. Qui un governo in sella da quindici mesi si vede attribuire la colpa dell'inattività di tutti i governi precedenti. Non si ha tempo neppure di seguire l'ordinaria amministrazione. E poi, altro che un semplice straripamento (elegante allusione al disastro della Moldava, ndr), quanto a eruzioni, terremoti, straripamenti, in Italia sappiamo fare le cose bene" ride Berlusconi. Pure la crisi Fiat - se si è di buon umore - può essere liquidata con una battuta: "Gli hanno dato l'Alfa Romeo al prezzo simbolico di una lira. Forse se gliel'avessero fatta pagare davvero l'avrebbero trattata meglio". Palazzo Chigi, sala verde: Berlusconi parla in occasione dell'annuncio dell'affidamento in concessione al Fondo per l'Ambiente Italiano di uno dei tesori paesaggistici del nostro paese, Villa Gregoriana a Tivoli. E' il bellissimo parco che Camillo Foldi creò tra il 1831 e il 1835 su richiesta di papa Gregorio XVI, sulle rovine lasciate da una piena dell'Aniene, un parco la cui sapiente "spontanea naturalezza" nel Novecento è diventata semplice degrado, e che ora il Fai restaurerà, con la partnership finanziaria di Unicredito per due milioni di euro. Dovrebbe essere una conferenza stampa, ma non viene elargito il quid essenziale perché tale sia: ai giornalisti non è concesso fare domande. Puro caso? Diciamo di no. Né è possibile non notare la singolarissima assenza del ministro per i Beni Culturali, e la presenza, invece, di quello dell'Economia (ma Tremonti non aprirà bocca). E' la rafligurazione, dal vivo, del modo in cui il governo interpreta il proprio compito quanto al nostro patrimonio culturale. E c'è il rischio, appunto, che parlando di Villa Gregoriana, si finisca in fastidiose polemiche sulla Patrimonio s.p.a., e la progettata svendita del tesoro artistico e ambientale italiano (vengono i brividi, mentre il Presidente, con tono arpagonesco, ne illustra la dovizia: "centomila castelli e palazzi, quarantamila dimore storiche, tremilacinquecento musei, duemilacinquecento siti archeologici..."). Ma evitare le domande dei cronisti non basta. Perché Giulia Maria Mozzoni Crespi, fondatrice del Fai, donna minuta ma dura come una roccia, non risparmia, al presidente e a Tremonti, nulla: "La ringrazio, presidente Berlusconi, perché è il capo del nostro governo ora..." esordisce. Prega la ministra Moratti di tornare indietro sulla riforma che cancella dai programmi scolastici la storia dell'arte ("Chi conosce, ama. Chi ama, tutela. Cosa succederà se i futuri parlamentari e sindaci non sapranno chi è Michelangelo?"), auspica che la società civile - le associazioni che si battono per la tutela - possa continuare a ricevere "quegli aiuti che negli ultimi anni ha molto ricevuto", sottolinea che "con un bene artistico, storico, culturale non si può fare guadagno: perfino il Louvre e il Metropolitan di New York hanno persone che li sostengono", preme sul ruolo dei sovrintendenti, "persone a noi vicine e che vegliano", che secondo il progetto di Urbani dovrebbero vedere drasticamente ridimensionate le competenze. Patrimonio spa: sembra che il governo, di fronte all'oceano di polemiche suscitate dalla "cura Tremonti", si affidi a una controffensiva mediatica. La finta conferenza-stampa, un'intervista di Urbani al Corriere, e, dello stesso ministro, un libro appena uscito, Il tesoro degli italiani. Editore, provate a immaginarlo?, Mondadori. Un libro imperdibile. Dove il titolare dei Beni Culturali rassicura, sull'utilizzo dei musei, con affermazioni come questa: "Se qualcuno vorrà organizzare un'esposizione di prosciutti, con tutto il rispetto per i prosciutti, gli diremo di no, che non si può, che i prosciutti agli Uffizi non possono entrare". In realtà, in un testo che echeggia il monologo petroliniano ("salamini..."), Urbani delle cose le dice: la peggiore, che punta alla separazione di gestione e tutela dei beni (ai privati la gestione, poniamo, di Brera, alle sovrintendenze un ruolo tutto esterno di tutela). La migliore: che per lui resta un riferimento il decreto 283 del 2000 che definisce cosa è alienabile e cosa no. E' esattamente ciò che gli chiede il cartello di associazioni - Assotecnici, Bianchi Bandinelli, Comitato per la Bellezza, Fai, Italia Nostra, WWF - che, martedì, ha messo a punto un documento indirizzato al governo. Ma le associazioni vogliono che il riferimento a quel decreto, argine contro la devastazione potenziale messa in moto dalle leggi Tremonti, venga scritto, sia norma. E costituiscono un Osservatorio di vigilanza sull'applicazione della Patrimonio spa. Auspicando che "il governo voglia riconoscere tale organismo e mantenere con esso un rapporto di collaborazione e sistematico confronto". Il governo vorrà?
Il premier perde il conto. E Carlo quarto diventa quinto
Il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, ha parlato in occasione dell'annuncio dell'affidamento in concessione al Fondo per l'Ambiente Italiano di Villa Gregoriana a Tivoli. La villa, creata tra il 1831 e il 1835, è stata restaurata con la partnership finanziaria di Unicredito per due milioni di euro. Berlusconi ha affermato che il governo interpreta il proprio compito in modo diverso rispetto alle associazioni che si battono per la tutela del patrimonio culturale. Ha anche menzionato la riforma che cancella la storia dell'arte dai programmi scolastici e ha auspicato che la società civile possa continuare a ricevere aiuti per la tutela del patrimonio culturale.
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo